Cassino – Viola il divieto di avvicinamento all’avvocato Picano: scattano gli arresti domiciliari

Irene Mizzoni
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Nonostante il divieto di avvicinamento già pendente su di lui, ha continuato a perseguitare e minacciare la vittima. Per questo motivo, nel primo pomeriggio di ieri, 24 aprile, gli agenti del Commissariato di P.S. di Cassino hanno tratto in arresto un uomo, dando esecuzione a un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Cassino.

L’indagato, accusato di atti persecutori (art. 612 bis c.p.) e tentata estorsione (art. 56-629 c.p.), è passato dalla misura del divieto di avvicinamento a quella, più afflittiva, degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. ​Il provvedimento nasce da una rapida attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Cassino. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe ignorato sistematicamente le prescrizioni imposte dal giudice, rendendosi protagonista di ripetute violazioni nei giorni 21, 22 e 23 aprile. ​Le condotte segnalate dal Commissariato descrivono episodi di contatto con la parte offesa – il noto professionista cassinate Gabriele Picano – caratterizzati da un’estrema aggressività. L’indagato avrebbe utilizzato toni ingiuriosi e minacciosi, tali da generare un fondato timore per l’incolumità dell’avvocato e della sua famiglia, configurando inoltre l’ipotesi di reato di tentata estorsione. ​L’inadeguatezza della precedente misura cautelare è apparsa evidente agli inquirenti: la volontà dell’indagato di trasgredire i divieti è stata definita “esplicita e consapevole”. Accogliendo pienamente la richiesta della Procura, il G.I.P. ha stabilito che solo la restrizione domiciliare, coadiuvata dal controllo tecnologico, potesse garantire la tutela della vittima e della collettività. ​L’arresto è avvenuto alle ore 13:45 presso gli uffici del Commissariato di via De Nicola. L’uomo ha prestato il consenso all’installazione del braccialetto elettronico ed è stato scortato presso la propria abitazione a Pignataro Interamna. ​Nota tecnica: In attesa dell’attivazione del nuovo dispositivo antievasione, l’indagato rimarrà comunque monitorato dal presidio elettronico “antistalking” già in uso, con il tassativo divieto di comunicare, con qualsiasi mezzo, con la parte offesa.
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