Lazio – Piano d’Emergenza per il Latte: arrivano i sostegni diretti e il bonus “Fresco Lazio”

Irene Mizzoni
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 Un paracadute economico per gli allevatori e un incentivo per bar e pasticcerie che scelgono il prodotto locale. La Regione Lazio scende in campo per arginare la crisi del comparto lattiero-caseario bovino, settore vitale ma oggi in forte sofferenza a causa delle oscillazioni del mercato.

Al termine del Tavolo della filiera convocato giovedì presso l’Assessorato all’Agricoltura, l’assessore Giancarlo Righini ha annunciato il via libera a due misure straordinarie che diventeranno operative già dalla prossima settimana. ​1. Aiuti Diretti agli Allevatori ​La prima misura punta a iniettare liquidità immediata nelle stalle laziali. Il contributo è destinato alle aziende con almeno 20 capi complessivi (di cui almeno 10 in lattazione). ​Il sostegno non è a pioggia, ma modulato secondo sei scaglioni per tutelare maggiormente le realtà più piccole, che spesso soffrono di costi di produzione proporzionalmente più alti: ​Importi: Da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 12.500 euro per azienda. ​Incidenza: Il contributo si traduce in un aiuto medio per litro di latte prodotto tra gli 0,04 €/l (per le grandi aziende) e gli 0,08 €/l (per le piccole). ​Modalità: Le domande andranno presentate sul portale AGEA (SIAN) sotto il regime “de minimis”. ​2. Il Ritorno di “Fresco Lazio” ​Parallelamente, la Regione punta a stimolare la domanda interna rilanciando il bando “Fresco Lazio”. L’obiettivo è chiaro: portare più latte regionale nei luoghi del consumo quotidiano, escludendo la grande distribuzione per favorire il commercio di prossimità. ​Beneficiari: Bar, gelaterie e pasticcerie. ​Il Bonus: Un contributo a fondo perduto che copre il 50% delle spese per l’acquisto di latte fresco vaccino prodotto e trasformato nel Lazio. ​Massimali: Il rimborso oscilla tra 500 e 5.000 euro, a fronte di una spesa documentata tra 1.000 e 10.000 euro. ​Le parole dell’Assessore ​«La crisi richiede risposte rapide. Con queste misure tuteliamo il prezzo alla stalla e rafforziamo il legame tra produzione e consumo sul territorio», ha dichiarato Giancarlo Righini. «La filiera del latte è un presidio economico e sociale fondamentale: la Regione è impegnata a difenderla e rilanciarla». ​A completare il piano, verrà lanciata una campagna di comunicazione istituzionale per sensibilizzare i cittadini sull’importanza, etica e qualitativa, di scegliere il latte fresco del territorio. Per il comparto, si tratta di una boccata d’ossigeno necessaria per garantire la sopravvivenza di un’eccellenza laziale che rischiava di essere schiacciata dai costi di gestione.
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