L’allerta è scattata nel pomeriggio di ieri nei pressi della SP 12. Sul posto Carabinieri e tecnici dell’ARPA Lazio per i campionamenti: si attendono gli esiti delle analisi.
Torna l’incubo inquinamento lungo la valle del Sacco. Nel pomeriggio di ieri, martedì 7 aprile 2026, un preoccupante episodio ha interessato il territorio di Sgurgola, facendo scattare immediatamente il protocollo di emergenza ambientale.
La segnalazione
Tutto è iniziato con una serie di segnalazioni telefoniche giunte alle forze dell’ordine da parte di alcuni cittadini e passanti. L’allarme riguardava un forte odore acre, percepito con particolare intensità lungo la Strada Provinciale 12, proprio in corrispondenza della cascata, un punto paesaggisticamente rilevante ma storicamente sensibile sotto il profilo ecologico.
L’intervento delle autorità
I militari della stazione dei Carabinieri di Sgurgola sono stati i primi a giungere sul posto, confermando la presenza delle esalazioni moleste. Secondo le prime rilevazioni visive e olfattive, il fenomeno sarebbe riconducibile allo sversamento di liquami maleodoranti che avrebbero alterato lo stato delle acque del fiume.
Sul posto si sono portati i Carabinieri Forestali di Sora: intervenuti per i rilievi di competenza e per monitorare l’alveo del fiume alla ricerca di scarichi abusivi; l’ARPA Lazio (Sezione di Frosinone): i tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale hanno provveduto a prelevare diversi campioni d’acqua in più punti del tratto interessato.
Analisi in corso
I campioni sono stati trasferiti nei laboratori specializzati per essere sottoposti a esami chimici e microbiologici. I risultati, attesi nei prossimi giorni, saranno fondamentali per determinare l’esatta natura delle sostanze presenti nel fiume e per stabilire se si sia trattato di uno scarico occasionale, di un guasto a sistemi di depurazione o di uno sversamento illecito intenzionale.
Un territorio ferito
L’episodio riaccende i riflettori sulla fragilità del bacino del Sacco, un’area già dichiarata in passato Sito di Interesse Nazionale (SIN) per le criticità ambientali. Le autorità hanno assicurato il massimo impegno per risalire alle responsabilità: se le analisi confermeranno la natura inquinante dei liquami, verrà inoltrata una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica.
Per ora resta il monitoraggio costante e l’attesa per i verdetti di laboratorio, mentre la comunità locale torna a chiedere con forza una tutela più incisiva di un ecosistema troppo spesso violato.
