C’è una Sora che chiede sicurezza e c’è una risposta dello Stato che, nelle ultime settimane, si è fatta sentire con forza.
Non si tratta solo di arresti o denunce, ma di un’operazione di “pulizia” sociale volta a allontanare chi, con comportamenti molesti e spregiudicati, ha minato per troppo tempo la serenità della città volsca e del capoluogo.
L’azione congiunta tra i Carabinieri della Compagnia di Sora e la Questura di Frosinone ha portato a un bilancio pesante: 14 fogli di via obbligatori e due “Daspo Willy”. Provvedimenti che non arrivano per caso, ma sono il frutto di un lavoro certosino fatto di appostamenti, analisi di filmati e raccolta di testimonianze.
Una sinergia vincente contro il pericolo sociale
Al centro dell’indagine c’è il lavoro dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sora. Per mesi hanno documentato una serie di episodi che, pur sembrando talvolta isolati, disegnavano un quadro di pericolosità sociale ben preciso. I soggetti coinvolti, persone tra i 18 e i 60 anni appartenenti a comunità ROM stanziali tra Sora e Frosinone, si erano resi protagonisti di atteggiamenti molesti e condotte che spesso sono il preludio a reati più gravi.
La risposta istituzionale è stata un esempio di perfetta coordinazione. Da un lato i Carabinieri, che hanno fornito le prove e le segnalazioni; dall’altro la Polizia di Stato, con la Divisione Anticrimine che ha istruito le pratiche portate poi sul tavolo del Questore.
Il peso dei provvedimenti
Le notifiche, arrivate in due ondate tra la fine di febbraio e i primi di aprile, parlano chiaro.
- 14 persone sono state colpite dal Foglio di Via Obbligatorio: per i prossimi tre anni non potranno rimettere piede nel territorio da cui sono state allontanate.
- 2 persone sono finite sotto Daspo Urbano (il cosiddetto “Daspo Willy”): una misura nata proprio per contrastare la violenza nelle aree della movida e dei locali pubblici. Per loro, oltre al divieto di frequentare certe zone, è scattato anche l’obbligo di firma presso la Polizia Giudiziaria per un anno.
Un segnale per la comunità
L’obiettivo di questa massiccia operazione non è solo punitivo, ma preventivo. In un territorio che chiede a gran voce più tutela, l’allontanamento di soggetti considerati socialmente pericolosi serve a ristabilire quel senso di ordine e legalità che i cittadini invocano.
Le immagini delle telecamere e le denunce dei residenti sono state fondamentali per chiudere il cerchio.
