Si è concluso con una vittoria netta del fronte del “No” il referendum consultivo di Pescosolido. I cittadini sono stati chiamati alle urne per esprimersi sulla cessione di una porzione del territorio montano al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM).
L’affluenza ha confermato quanto il tema fosse sentito dalla comunità locale: oltre 900 elettori si sono recati ai seggi, decretando l’esito della consultazione con uno scarto significativo.
I numeri del voto
Il conteggio finale dei voti racconta una partecipazione attiva e una scelta precisa da parte della cittadinanza:
- Voti contrari (NO): 488
- Voti favorevoli (SI): 398
- Schede nulle: 6
- Schede contestate: 3
La voce della protesta: “Vittoria della democrazia”
Subito dopo lo spoglio, il Comitato NO al Parco ha pubblicato un post social definendo il risultato una “lezione di democrazia”. Secondo i rappresentanti del comitato, il voto è stato una risposta a un progetto considerato “calato dall’alto”. “A Pescosolido abbiamo dato una lezione di democrazia a chi pensava di decidere sopra le nostre teste,” si legge nel comunicato del Comitato. “Nonostante i tentativi di chi voleva a tutti i costi propinarci questo disastro, la risposta della gente è stata chiara: il nostro territorio non si svende.”
Un segnale per il territorio
Il risultato di Pescosolido non ha solo valenza locale, ma suona come un monito per l’intero comprensorio. Il Comitato ha infatti indirizzato critiche esplicite non solo al proprio Sindaco, ma anche ai primi cittadini dei comuni limitrofi e agli enti che avevano sostenuto l’ampliamento delle zone protette. La resistenza dei cittadini sembra essersi alimentata proprio dal senso di appartenenza e dalla volontà di mantenere la gestione diretta del proprio patrimonio montano, rigettando quello che è stato percepito come un “ordine dai palazzi”.
