Epatite A, la Asl di Latina attiva tutte le misure necessarie per tutelare la salute pubblica

Irene Mizzoni
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Negli ultimi giorni si è registrato un incremento dei casi di Epatite A in provincia di Latina. Si tratta di un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette per via oro-fecale attraverso acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta.

Ad oggi le segnalazioni sono distribuite tra Aprilia, Fondi, Formia, Latina, Sabaudia, Sermoneta, Campodimele, Priverno, Lenola e Terracina. I pazienti ricoverati sono 6, tutti in condizioni stabili e in reparti ordinari. La ASL di Latina ha immediatamente attivato le misure necessarie per contenere la diffusione del virus. È stata istituita una task force aziendale multidisciplinare, coordinata dalla Direzione Generale e composta da Dipartimento di Prevenzione, Sisp, Struttura di Igiene Alimenti di origine animale e UOC Malattie Infettive, in raccordo con SeReSMI e Regione Lazio. Tra le attività già avviate figurano controlli rigorosi negli esercizi di ristorazione e nei punti vendita della provincia. Inviate inoltre ai Comuni e all’Ufficio scolastico provinciale comunicazioni sulle misure di prevenzione e contenimento. Informati anche Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta sulle buone prassi da diffondere ai cittadini: accurata igienizzazione delle mani, consumo di alimenti ben lavati, evitare cibi crudi o poco cotti. Con la Regione Lazio è infine in valutazione un piano straordinario di monitoraggio degli allevamenti di molluschi del territorio.
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