Cassino si ferma per il suo futuro: oggi la grande mobilitazione territoriale

Irene Mizzoni
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Dalle 9:00 il corteo dei metalmeccanici attraverserà la città. Non solo Stellantis: in piazza commercianti, studenti e istituzioni. “È l’ultima chiamata per il Cassinate”.

È il giorno della verità. Stamattina, venerdì 20 marzo, il Cassinate si sveglia con il fiato sospeso per quella che si annuncia come una delle mobilitazioni più imponenti degli ultimi decenni. Le sigle sindacali FIM, FIOM, UILM, FISMIC e UGLM hanno chiamato a raccolta il territorio per dire “basta” a una crisi che sta desertificando l’economia del Basso Lazio.

​L’appuntamento: il cuore della città in piazza

​Il raduno è fissato per le ore 9:00 in Piazza A. De Gasperi. Da qui partirà il serpentone di tute blu e cittadini che percorrerà Corso della Repubblica, l’arteria vitale della città, per culminare alle 10:45 in Piazza A. Diaz. È qui che i Segretari Generali Nazionali prenderanno la parola per lanciare un messaggio chiaro al Governo e all’Europa: la transizione ecologica non può tradursi in un massacro sociale.

​Un’emergenza che riguarda tutti

​Non è più “solo” una questione di fabbrica. Lo stabilimento Stellantis, motore immobile che nel 2026 ha visto i cancelli aperti per appena 12 giorni, è il perno di un sistema che coinvolge migliaia di famiglie nell’indotto, nei servizi e nel commercio.​”Se si spegne la fabbrica, si spegne la luce in tutto il territorio”, recita il comunicato unitario.

L’adesione si preannuncia massiccia: molti negozianti hanno già annunciato la chiusura simbolica delle serrande al passaggio del corteo, e sono attese delegazioni dai comuni limitrofi, a testimonianza di come la crisi dell’automotive stia mettendo a rischio la tenuta sociale dell’intera provincia di Frosinone.

​Cosa si chiede oggi?

​La piazza di oggi non chiede solo ammortizzatori sociali, ormai diventati “strutturali” e insufficienti. Le richieste sono nette:

  1. Un piano industriale serio: Modelli e volumi produttivi certi per il sito di Cassino.
  2. Tutela dell’indotto: Interventi per le aziende della componentistica, le prime a cedere sotto il peso della crisi.
  3. Politica Europea responsabile: Una revisione dei tempi della transizione che non ignori i costi occupazionali.

​L’appello alla città

​Le segreterie territoriali sono state categoriche: “Chi non comprende l’impatto di questa situazione non ha piena consapevolezza della gravità del momento”. Difendere il lavoro a Cassino oggi significa difendere la possibilità per i giovani di restare in questa terra, evitando un esodo forzato verso il Nord o l’estero.

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