Sora – Operazione “Scuole Sicure”: controlli antidroga della Polizia. Fondamentale il fiuto di Evan

Irene Mizzoni
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Prosegue senza sosta l’impegno della Polizia di Stato per garantire la sicurezza degli studenti e prevenire la diffusione di droghe tra i più giovani.

Nelle scorse ore la città di Sora è stata il centro di un servizio straordinario di controllo del territorio nell’ambito del progetto ministeriale “Scuole Sicure”, su disposizione del Questore della Provincia di Frosinone.

​Controlli a tappeto tra scuole e stazione

​L’attività, coordinata dal personale del Commissariato di Sora, si è concentrata non solo nelle adiacenze dei plessi scolastici, ma anche nei luoghi di maggiore aggregazione giovanile e snodi di transito. Particolare attenzione è stata riservata alla Stazione Ferroviaria, punto di arrivo di numerosi studenti pendolari.

​L’operazione ha visto la partecipazione fondamentale dell’unità cinofila antidroga di Napoli. Grazie al fiuto infallibile del cane Evan, gli agenti sono riusciti a individuare sostanze stupefacenti che altrimenti sarebbero potute sfuggire ai controlli ordinari.

​I risultati dell’operazione

​Il bilancio dell’attività ha portato alla segnalazione di diverse irregolarità:

  • Segnalazioni alla Prefettura: Due cittadini originari del Bangladesh, residenti in un comune della Val di Comino, sono stati fermati nei pressi dello scalo ferroviario. Trovati in possesso di 2,30 grammi di hashish destinati all’uso personale, sono stati segnalati all’autorità competente.
  • Sequestri negli istituti: L’ispezione si è estesa fin dentro le mura scolastiche. In uno degli istituti monitorati, la Polizia ha rinvenuto e sequestrato circa 0,26 grammi di hashish, occultati all’interno di un locale della struttura.

​Prevenzione per il futuro

​L’iniziativa “Scuole Sicure” non si ferma qui. La Questura ha già confermato che ulteriori servizi di monitoraggio verranno pianificati ed eseguiti nelle prossime settimane, interessando capillarmente anche altri comuni della provincia di Frosinone.

​L’obiettivo resta duplice: reprimere lo spaccio e, contemporaneamente, lanciare un segnale di forte presenza dello Stato nei luoghi della formazione, a tutela delle famiglie e degli studenti.

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