Finto incidente, anziana truffata: la Polizia intercetta i responsabili al casello di Cassino

Irene Mizzoni
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Avevano appena messo a segno l’ennesimo colpo ai danni di una persona anziana, ma la loro fuga si è interrotta bruscamente davanti alla paletta della Polizia Stradale.

Due uomini sono stati arrestati con l’accusa di truffa aggravata, dopo un inseguimento e un controllo mirato nato dall’occhio vigile degli agenti di Cassino.

​Tutto è iniziato lungo la Statale 509 Cassino-Sora. Una pattuglia della Polizia Stradale ha notato una Renault Clio diretta verso il casello autostradale. Il conducente non era un volto nuovo: l’uomo era già stato segnalato come sospetto per una truffa avvenuta pochi giorni prima in provincia di Perugia.

​Gli agenti hanno quindi predisposto un blocco nei pressi del casello di Cassino. Una volta fermata l’auto, i sospetti si sono trasformati in certezze: i due occupanti non avevano documenti e vantavano precedenti specifici. La successiva perquisizione del veicolo ha portato alla luce il “bottino”: nascosta nel vano portadocumenti, c’era una busta stracolma di gioielli e denaro contante.

​Le indagini, condotte in tempi record in collaborazione con la Questura de L’Aquila, hanno permesso di ricostruire l’accaduto. La vittima, una donna residente in provincia dell’Aquila, era stata raggiunta da una telefonata drammatica. Un uomo, spacciandosi per un dipendente di un ospedale, l’aveva informata che sua figlia aveva investito una bambina, ora in gravi condizioni. ​”Serve denaro o gioielli per evitare conseguenze penali a sua figlia”, era stata la minaccia psicologica.

​Sconvolta e manipolata negli affetti più cari, l’anziana ha consegnato tutto ciò che aveva all’emissario presentatosi alla sua porta poco dopo.

​Grazie allo scambio rapido di fascicoli fotografici tra i “centauri” di Cassino e i colleghi abruzzesi, la vittima ha potuto riconoscere sia i propri gioielli sia il giovane che si era presentato in casa sua. I due sono stati arrestati e messi a disposizione della Procura della Repubblica di Cassino.

​Il GIP ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia de L’Aquila, mentre la refurtiva è stata già restituita alla legittima proprietaria. Il procedimento si trova ora nella fase delle indagini preliminari, durante la quale gli indagati potranno esercitare il proprio diritto di difesa.

​Questo episodio conferma l’importanza di non consegnare mai denaro o preziosi a sconosciuti, qualunque sia la storia raccontata al telefono. Le forze dell’ordine e gli enti pubblici non richiedono mai pagamenti immediati in contanti o gioielli per risolvere questioni giudiziarie o mediche.

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