L’Abbazia di Montecassino apre le sue porte a una nuova forma di accoglienza, dimostrando che la storia e la spiritualità possono superare anche i limiti della vista e del movimento. Si è tenuto questa mattina, in un clima di profonda partecipazione, l’appuntamento conclusivo del progetto GiÒ – Giubileo, Inclusione, Opportunità. L’iniziativa, promossa dalla comunità Exodus di Cassino in sinergia con l’Abbazia e con il sostegno della Regione Lazio, ha tracciato un bilancio che va ben oltre i numeri, segnando una svolta culturale per il territorio.
Il cuore dell’incontro è stata la presentazione della prima Guida Tattile interamente dedicata al complesso monastico. Si tratta di uno strumento innovativo che permette a ciechi e ipovedenti di “vedere” l’Abbazia attraverso il tatto. Grazie a disegni in rilievo, trascrizioni in Braille e testi ad alta leggibilità, il volume consente di costruire un’immagine mentale dei luoghi più iconici del monastero, garantendo a tutti il diritto alla bellezza. Come spiegato da Veronica Bruschini dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, questo è solo il primo passo di un percorso che vedrà presto anche l’integrazione di un’audioguida per una narrazione ancora più immersiva.
L’accessibilità è stata garantita anche sul piano fisico. Grazie ai fondi del progetto, l’Abbazia è stata dotata di carrozzine elettriche e montascale di ultima generazione, strumenti essenziali per mitigare l’impatto delle barriere architettoniche presenti in una struttura antica e complessa. Questi ausili rimarranno a disposizione del monastero, garantendo una continuità nel servizio di accoglienza per i pellegrini con disabilità motoria.
Un aspetto fondamentale di questa esperienza è stato il coinvolgimento dei giovani della comunità Exodus. Durante i mesi del Giubileo, i ragazzi hanno prestato servizio come accompagnatori, affiancando le guide ufficiali. Per loro, l’impegno verso i più fragili si è trasformato in un’importante occasione di riscatto e formazione. Luigi Maccaro, responsabile di Exodus Cassino, ha evidenziato come le risorse migliori di questi giovani, spesso nascoste dal passato della dipendenza, siano emerse proprio nel momento del servizio: la loro fragilità si è trasformata in forza creativa e responsabilità sociale.
Anche il Padre Abate di Montecassino, dom Luca Fallica, ha voluto sottolineare il valore spirituale dell’iniziativa. Richiamando l’ultimo incontro tra San Benedetto e Santa Scolastica, l’Abate ha ricordato come l’incontro autentico richieda sempre la capacità di “uscire” da se stessi e dai propri limiti. Questa collaborazione ha donato alla comunità monastica uno sguardo più inclusivo, una sfida vinta che impegna il monastero a essere sempre più ospitale verso tutti.
Le istituzioni hanno guardato con ottimismo a questo modello. La neoeletta Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità, Anna Teresa Formisano, ha espresso il desiderio che Montecassino diventi un laboratorio permanente per l’inclusione, ponendo l’attenzione sulle sfide future, come l’abbattimento delle barriere per i non udenti. L’obiettivo comune, condiviso anche dalla Regione Lazio, è quello di non dare mai per scontato ciò che per una persona con disabilità è invece un diritto indispensabile e non più rinviabile.
