Sanità Frosinone, l’affondo della CGIL: ‘L’esternalizzazione dei Pronto Soccorso svuota il servizio pubblico’

Irene Mizzoni
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A seguito dell’esternalizzazione dalla Asl di Frosinone del servizio di medicina d’urgenza nei quattro ospedali della provincia, la Cgil Frosinone Latina congiuntamente alle categorie che rappresentano la sanità e dei pensionanti esprime forte preoccupazione.

Da qualche giorno – si legge nella nota del sindacato – è subentrata una società esterna che per 8 milioni di euro gestirà per i prossimi due anni i pronto soccorso provinciali, un cambio strutturale. Temiamo infatti che tale scelta determini ricadute fortemente negative sulla qualità dell’assistenza all’utenza, in quanto solo il personale strutturato garantisce per definizione continuità di servizio e conoscenza di piani e percorsi terapeutici assistenziali che sono fondamentali per la corretta e piena presa in carico dei pazienti. Mentre su un piano nazionale abbiamo più volte evidenziato l’errore di rendere la Facoltà di Medicina un percorso a numero chiuso, a livello territoriale in considerazione del peggioramento dell’offerta sanitaria provinciale, rivendichiamo che la sanità debba essere pubblica e universalistica come previsto nella nostra Costituzione e non esternalizzata alla gestione privata. In questo contesto la mancanza di medici nell’ urgenza rappresenta un problema atavico, che ha prima legittimato le Cooperative di medici e ora rischia di tradursi in una esternalizzazione strutturale. Riteniamo che questa non sia la giusta soluzione per rispondere alle criticità richiamate al fine di ricondurre la gestione e organizzazione pronto soccorso all’interno del perimetro pubblico, mettendo al centro i bisogni di salute dell’utenza e l’esigenza di razionalizzare la spesa, considerato che con il privato non si risparmia sicuramente. Politiche regionali e aziendali devono interrogarsi e sforzarsi di comprendere le cause che sono alla base di un concorso per medici di medicina d’urgenza che risulta andato totalmente deserto come accaduto nella Asl di Frosinone, che sembra peraltro rappresentare una situazione sempre più frequente e non riguardare solo questa realtà provinciale. Contrastiamo con forza una scelta che ancora una volta rischia di penalizzare e impoverire la qualità dell’offerta sanitaria provinciale a tutto vantaggio delle grandi strutture metropolitane. Anche i cittadini della provincia di Frosinone hanno pari dignità e uguale diritto ad essere curati come tutti gli altri. Quali politiche si possono attuare per rendere il pubblico in generale e in particolare la sanità pubblica del nostro territorio più attrattivi? Cosa si può fare da qui a 24 mesi per evitare di continuare con una gestione esternalizzata ed internalizzare nuovamente il servizio? Porsi con indifferenza dinanzi a queste domande è il primo passo per indirizzare la sanità verso il privato, un processo ormai più che verosimile contro il quale continueremo a batterci per una sanità gestita del pubblico.
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