Agente di polizia penitenziaria litiga con il vicino di casa per questioni di parcheggio e lo ammanetta, il giudice lo condanna ad un anno di reclusione per i reati di lesioni volontarie gravi e violenza privata.
I fatti risalgono a due anni fa, quando l’uomo, dopo aver avuto una discussione con il dirimpettaio sempre per questioni legate al parcheggio, aveva tirato fuori le manette facendone scattare una ai suoi polsi. Poi come generalmente avviene in questi casi con le persone che vengono arrestate, lo aveva spinto costringendolo a tenere il volto a terra. Ma proprio in questa circostanza il vicino di casa aveva avuto una crisi respiratoria. A quel punto l’agente di polizia penitenziaria aveva chiesto l’intervento dei colleghi. Ma proprio questi ultimi, che arrivando sul posto avevano trovato ancora il malcapitato a terra con le manette ad un polso, avevano stigmatizzato il comportamento dell’uomo che a loro dire aveva avuto metodi davvero poco ortodossi. Il vicino di casa era stato costretto a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso, non appena era riuscito a riprendersi da quella terribile esperienza, si era rivolto all’avvocato Nicola Ottaviani ed aveva fatto scattare la denuncia. II difensore alla luce degli elementi raccolti ha presentato in aula una corposa documentazione che ha inchiodato l’agente penitenziario alle sue responsabilità. Nei giorni scorsi il giudice ha pronunciato la sentenza di condanna ad un anno di reclusione nei confronti dell’imputato. I reati contestati, come già accennato le lesioni volontarie gravi e la violenza privata. Mar,Ming,
