Frosinone – Visite “in nero” alla Asl: sequestrati 116mila euro a un medico

Irene Mizzoni
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L’indagine dei NAS e della Guardia di Finanza ha portato al sequestro preventivo della somma, ritenuta il profitto di un’attività intramuraria irregolare. Il professionista avrebbe intascato i pagamenti dei pazienti omettendo il versamento delle quote dovute all’Azienda Sanitaria.

I Carabinieri del NAS di Latina, in collaborazione con il Gruppo della Guardia di Finanza di Frosinone, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per circa 116 mila euro nei confronti di un medico dipendente dell’Asl di Frosinone.

​L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Frosinone, rientra nel piano nazionale “ALPI” (Attività Libero Professionale Intramuraria), volto a garantire che le prestazioni fornite dai medici pubblici fuori dall’orario di servizio siano trasparenti e conformi alla legge.

​Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sanitario avrebbe operato per anni in regime di libera professione all’interno delle strutture pubbliche, ma con modalità ritenute fraudolente. Nello specifico, il medico avrebbe percepito direttamente i compensi dai pazienti, spesso in contanti; avrebbe omesso il versamento delle quote spettanti all’Azienda Sanitaria; avrebbe eluso i controlli amministrativi mantenendo però i benefici legati al rapporto di “esclusività” con l’ente pubblico. ​Questo sistema avrebbe permesso al professionista di accumulare un profitto illecito stimato in 116 mila euro, cifra che ora è stata congelata su disposizione del GIP del Tribunale di Frosinone.

​L’indagine mette in luce un fenomeno che non colpisce solo le casse dello Stato, ma altera la trasparenza del sistema sanitario e la parità di accesso alle cure per i cittadini. La condotta contestata, infatti, permetteva di aggirare le trattenute fiscali e le procedure di prenotazione ufficiali.

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