Cassino – Inventa una rapina per non pagare l’affitto: smascherato dai Carabinieri

Irene Mizzoni
3 MIn Lettura
Aveva architettato tutto nei minimi dettagli, o almeno così credeva. Un prelievo al bancomat, la minaccia di un coltello, tre malviventi in fuga e 450 euro spariti nel nulla. Una storia di cronaca nera come tante, se non fosse che era completamente inventata. Protagonista della vicenda un uomo di 60 anni, residente a Cassino ma di origini campane, denunciato dai Carabinieri per simulazione di reato e procurato allarme.

​La vicenda ha inizio lo scorso 29 dicembre, quando l’uomo – già noto alle forze dell’ordine – si presenta in caserma visibilmente scosso. Il suo racconto è dettagliato: riferisce ai militari di essere stato avvicinato nel centro cittadino, subito dopo aver prelevato del contante da un ATM di Poste Italiane, da tre sconosciuti. Secondo la sua versione, i malviventi lo avrebbero minacciato con un’arma bianca per farsi consegnare il denaro, dileguandosi poi a bordo di un’utilitaria. ​La macchina dei soccorsi e delle indagini si mette in moto istantaneamente. La Centrale Operativa della Compagnia di Cassino dirama le ricerche del veicolo, mentre i militari della Stazione iniziano a incrociare i dati. Tuttavia, qualcosa non quadra: i riscontri sul territorio sono nulli. ​La svolta arriva dall’analisi della videosorveglianza. I Carabinieri setacciano i filmati delle telecamere comunali e quelli del circuito di sicurezza di Poste Italiane. Il risultato è inequivocabile: nell’orario indicato dal denunciante, l’uomo non si è mai avvicinato a quello sportello automatico. ​Riconvocato in caserma per approfondire le incongruenze, il 60enne ha iniziato a vacillare. Sotto la pressione delle prove video e incalzato dalle domande dei militari, è caduto ripetutamente in contraddizione fino al crollo finale. L’uomo ha ammesso che la rapina era solo una messa in scena, un disperato tentativo di giustificare con il proprietario di casa il mancato pagamento dell’affitto. Non avendo i soldi per il canone, aveva pensato che una denuncia per rapina potesse essere una scusa credibile. ​L’uomo è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cassino. Oltre al danno, ora deve affrontare la beffa legale: le accuse di simulazione di reato e procurato allarme sono gravi, poiché hanno causato un inutile dispiegamento di forze operative, distogliendo i Carabinieri da reali emergenze sul territorio.
Condividi questo articolo
Nessun commento