La CGIL FR LT interviene sul preoccupante aumento di casi di infortunio sul lavoro. “Nel periodo gennaio–novembre 2025 in provincia di Frosinone risultano 2.284 denunce di infortunio. Rispetto a gennaio–novembre 2024 (2.113 denunce) l’incremento è di 171 casi, pari a +8,1%. Sono dati sconcertanti, eppure destano poca attenzione rispetto all’urgenza che la situazione richiederebbe. Il caso della provincia di Frosinone d’altronde non rappresenta un unicum nella regione dove pure emerge un quadro largamente preoccupante al netto del fatto che il Lazio, ancora una volta, si aggiudica la maglia nera segnando l’incremento più elevato di un Paese che già presenta un impennata sul tema infortuni”.
Occorre però entrare nello specifico dell’analisi per capire dove, come, e soprattutto chi sono le vittime di questa enorme falla nel sistema che continua ad impoverire e ledere la dignità di lavoratori e lavoratrici le cui vite messe in pericolo ogni giorno sotto gli occhi di tutti – spiegano dal sindacato – Le gestioni INAIL mostrano una prevalenza di Industria e servizi con 1.711 denunce (74,9%), seguita dal Conto Stato con 464 (20,3%) e dall’Agricoltura con 109 (4,8%). Guardando ai settori economici, le denunce con settore determinato sono 1.246 (54,6%), mentre 1.038 (45,4%) risultano in settore non determinato. Tra i settori determinati, la maggiore concentrazione si registra nella sanità con 174 denunce (14,0%), nel trasporti con 104 (8,3%) e nelle costruzioni con 87 (7,0%). La distribuzione per genere indica 1.381 denunce tra gli uomini (60,5%) e 903 tra le donne (39,5%). Per fasce d’età, i valori più elevati riguardano i 55–64 anni con 509 denunce (22,3%), i 45–54 anni con 505 (22,1%) e i 35–44 anni con 428 (18,7%). La CGIL Frosinone Latina ha il compito di passare in rassegna tali dati, di renderli pubblici portandoli all’attenzione per segnalare con coerenza e lucidità l’estremo disagio che milioni di persone sono costrette a vivere. La soluzione per cui da sempre ci battiamo risiede innanzitutto nella richiesta di maggiori investimenti su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro al fine di ridurre gli infortuni invertendo la tendenza per portarla al minimo. La retorica degli “episodi” e delle “morti bianche” è una deresponsabilizzazione a cui non siamo più disposti ad assistere, per questo vogliamo svelarne la sistematicità con dati certi, duri, incontrovertibili denunciando ancora una volta la sanguinosità che molto spesso il lavoro, quello privo di tutele, porta con sé.
