Ceccano – Appalti pilotati e mazzette, il caso Caligiore finisce davanti al gup

Marina Mingarelli
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Il terremoto che ha sconvolto il Comune di Ceccano, approderà davanti al gup del tribunale di Frosinone il prossimo 18 febbraio. E proprio in questa data si parlerà di un vorticoso giro di assegni e prelevamenti in contanti per corrompere gli amministratori, a questo da aggiungere anche gli appalti pilotati.

Ci sono voluti quasi due anni di indagini al Procuratore Europeo Alberto Pioletti per far luce su un sistema che si era ben incuneato nel Comune di Ceccano e che vedeva, nell’ex sindaco Roberto Caligiore (uomo di spicco di Fratelli d’Italia), il personaggio chiave di questa maxi inchiesta sui fondi del Pnrr. Sono 28 gli indagati (per lo più amministratori, tecnici e imprenditori) e una società finiti nell’inchiesta “The good lobby” sulla corruzione nell’ambito dei lavori finanziati con i fondi del Pnrr (circa 5 milioni di euro). Ed è la prima volta, nel Lazio, che la Procura Europea (istituita per indagare sui reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione) interviene in maniera così pesante, determinando la caduta di un’amministrazione comunale (quella di Ceccano, nell’ottobre del 2024) e il conseguente arrivo del commissario prefettizio. Lo scandalo come si ricoderà è scoppiato il 24 ottobre del 2024 quando l’ex sindaco Roberto Caligiore ex luogotenente dei carabinieri,venne arrestato dagli uomini della Squadra mobile di Frosinone. Il 18 febbraio prossimo insieme a Caligiore dovranno comparire davanti al gup del tribunale di Frosinone altre 28 persone. Oltre alle persone fisiche, tra gli indagati figura anche una società cooperativa. Per la cronaca va detto che in 3 hanno chiesto di poter patteggiare. Nel collegio difensivo gli avvocati Domenico Marzi, Vittorio Vitali. Pietro Polidori, Antonio Ceccani, Antonio Perlini, Vincenzo Galassi, Stefano Mancia, Paolo D’Arpino e Angela Compagnone. Mar. Ming,
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