L’addio alle “Eliche bianche”: il 72° Stormo lascia Frosinone dopo 50 anni

Irene Mizzoni
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​Da giovedì il trasferimento ufficiale a Viterbo. Cala il sipario su un pezzo di storia della città di Frosinone  ma l’aeroporto guarda al futuro: diventerà il polo nazionale dei droni.

È il giorno che molti avrebbero voluto non arrivasse mai. Giovedì 15 gennaio, con la cerimonia ufficiale presso l’aeroporto “Tommaso Fabbri” di Viterbo, inizierà formalmente il trasferimento del 72° Stormo da Frosinone al capoluogo della Tuscia. Un trasloco che non è solo logistico o militare, ma che strappa una pagina d’identità profonda alla città di Frosinone. ​Per oltre cinquant’anni, il rombo degli elicotteri sopra i tetti di Frosinone è stato il battito cardiaco di un intero territorio. Non solo una base militare, ma una fucina di professionisti, un motore economico e un punto di riferimento sociale. La decisione del Ministero della Difesa di rilocare la Scuola Elicotteri segna la fine di un’epoca che ha visto migliaia di piloti, italiani e stranieri, conseguire il brevetto all’ombra del campanile ciociaro. ​L’amarezza in città è palpabile. Negli ultimi mesi non sono mancate polemiche e interrogativi sul vuoto – non solo simbolico, ma occupazionale e di indotto – che lo Stormo lascerà dietro di sé. ​ ​Il trasferimento non sarà immediato, ma avverrà per gradi nell’arco di un triennio. ​Gennaio 2026: Le attività addestrative passano ufficialmente a Viterbo. ​Fine 2027: Il trasferimento dei reparti di manutenzione tecnica. ​Dicembre 2028: La revisione finale del Gruppo di Supporto, che segnerà il disimpegno definitivo della struttura come la conoscevamo. ​ La nuova sfida: Frosinone capitale dei droni ​Nonostante il sapore amaro dell’addio, lo scalo di Frosinone non diventerà una “cattedrale nel deserto”. Il futuro del sedime aeroportuale è già stato tracciato dai vertici dell’Aeronautica Militare: il capoluogo diventerà la sede di una nuova Scuola Interforze dedicata ai piloti di droni (UAV). ​Si tratta di una scommessa ambiziosa. Se da un lato si perde la tradizione del volo verticale, dall’altro Frosinone si candida a diventare un polo d’eccellenza per le tecnologie unmanned, il settore più avanzato e in crescita della moderna aeronautica. La sfida per la politica e l’imprenditoria locale sarà ora quella di trasformare questa “riconversione tecnologica” in una reale opportunità di sviluppo, evitando che il nuovo centro rimanga un’enclave chiusa rispetto alla città. ​ ​Giovedì, mentre a Viterbo si festeggerà l’insediamento, a Frosinone resterà il silenzio di chi vede partire un vecchio amico. Resta l’orgoglio di aver ospitato per decenni l’unica scuola elicotteri dell’Arma Azzurra, con la speranza che il futuro “tecnologico” dei droni possa onorare una tradizione di volo che ha radici profonde nella nostra terra.
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