Frosinone – Pubblica un video su Instagram estrapolato dall’impianto di sorveglianza, commerciante nei guai

Marina Mingarelli
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Pubblica un video su Instagram estrapolato dall’impianto di video sorveglianza del suo negozio, commerciante finisce nei guai. Si tratta del titolare di un negozio di abbigliamento ubicato sulla strada per Fiuggi che si è ritrovato sotto processo per violazione della privacy.

La vicenda risale a qualche tempo fa quando l’uomo che gestisce una catena di negozi di abbigliamento, ha postato sul suo canale Instagram un video estrapolato dalle telecamere di sorveglianza che ritraeva due donne intente a visionare alcuni capi di vestiario. Per la precisione quel video è stato postato nelle “storie” e per tale motivo è rimasto visibile agli utenti per 24 ore. Un tempo che ha permesso ai numerosi follower di poterlo visionare. Quando le due donne hanno appreso che il video che le riprendeva era diventato virale, si sono recate presso l’avvocato Luigi Tozzi ed hanno fatto scattare la denuncia. L’avvocato difensore dell’imputato Tiziana De Lorenzo ha sostenuto che le persone offese sono state diffuse sulla piattaforma Instagram con una divulgazione e visibilità a terzi soltanto per poche ore. A questo da aggiungere che il negozio in questione all’epoca dei fatti contava soltanto 900 follover, numero che in termini assoluti potrebbero sembrare elevati ma che contestualizzati al social network Instagram rappresenterebbero dati irrisori e irrilevanti in termini di diffusione. Per i motivi elencati dunque sempre secondo quanto sostenuto dal difensore che ha avanzato la richiesta del non luogo a procedere, non può ritenersi il video diventato virale in rete. A questo da aggiungere la scarsa qualità delle immagini. I volti delle due donne a suo dire, sarebbero apparsi nelle immagini completamente sgranati. A detta del legale difensore potrebbe sussistere tutt’al più una responsabilità civilistica e non penale. Sta di fatto che nei giorni scorsi a seguito della richiesta di opposizione all’archiviazione proposta dall’avvocato di parte civile Luigi Tozzi, il commerciante è stato rinviato a giudizio. Il prossimo 2 marzo l’imputato dovrà comparire alla sbarra per rispondere appunto del reato di violazione della privacy. Mar. Ming.
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