Frosinone – Carcere, tre detenuti devastano l’infermeria e aggrediscono gli agenti

Irene Mizzoni
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Una serata di ordinaria follia si è trasformata in un teatro di violenza e devastazione all’interno della Casa Circondariale di Frosinone. Nella serata di ieri, 7 gennaio 2026, intorno alle ore 22:00, tre detenuti hanno dato vita a una violenta protesta che ha portato al ferimento di tre agenti di Polizia Penitenziaria e al danneggiamento di costose apparecchiature mediche.

Secondo quanto reso noto dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), i tre uomini si sono presentati presso l’infermeria centrale. Uno di loro lamentava un malore così forte da non riuscire a reggersi in piedi, mentre gli altri due lo sostenevano. Tuttavia, il reale obiettivo del gruppo sembra fosse l’ottenimento di farmaci. Al rifiuto del personale sanitario, è scattata la scintilla della violenza. ​I detenuti, presumibilmente alterati dall’assunzione di alcol e medicinali, hanno iniziato a distruggere tutto ciò che avevano intorno, rendendo inutilizzabili: ​Una macchina per l’elettrocardiogramma (ECG). ​Un computer collegato a un macchinario per ecografie. ​Arredi e strumentazioni varie. ​Non paghi, i tre si sono scagliati contro il personale, spintonando il medico di turno e colpendo con calci e pugni i poliziotti intervenuti per riportare l’ordine. Tre agenti sono dovuti ricorrere a cure mediche a causa delle lesioni riportate. ​La furia dei detenuti non si è placata nemmeno dopo il trasferimento d’urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale di Frosinone. Uno di loro ha continuato a manifestare comportamenti aggressivi, tentando di fumare mentre era sottoposto a una flebo endovenosa e scagliandosi contro il personale ospedaliero. Solo il pronto intervento della scorta della Polizia Penitenziaria ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente. ​I dirigenti sindacali Salvatore Izzo e Maurizio Somma hanno puntato il dito contro le falle del sistema: ​”Il principale elemento critico è l’esiguo numero di personale durante i turni serali e notturni, una prassi che mette a rischio la sicurezza degli operatori”, dichiara Somma. Il segretario laziale denuncia inoltre il mancato trasferimento dei soggetti più violenti, fattore che alimenta frustrazione e assenteismo tra i poliziotti. ​Il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, ha espresso piena solidarietà ai colleghi frusinati, chiedendo un intervento immediato al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP). “Chi aggredisce un membro delle Forze di Polizia attacca lo Stato. Il carcere di Frosinone non può diventare la sede di smistamento per i detenuti ingestibili d’Italia”, ha concluso Capece, invocando risorse, uomini e nuovi strumenti normativi per garantire la legalità e la sicurezza nelle carceri italiane.
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