Alvito – Latitanza di due consiglieri di maggioranza, l’opposizione attende giustificazioni

Caterina Paglia
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Saluta amici e colleghi dall’estero e si dimette. E’ Il singolare caso delle dimissioni non valide del consigliere di Maggioranza Franco Sambucci e la contestuale surroga ed esame delle condizioni di eleggibilità del consigliere Adriana Santoro che hanno fatto discutere a margine dell’ultimo Consiglio Comunale.

La diatriba tra Maggioranza ed Opposizione si è venuta a creare perché i suddetti punti non sono stati integrati all’unico dichiarato all’ordine del giorno, relativo all’approvazione (ennesima) variazione di bilancio. Il gruppo consiliare “Alvito Bello”, chiedendo tale integrazione, non ha fatto altro che rispettare le norme dello Statuto del Comune di Alvito, articolo 16, comma 7: il Consiglio Comunale entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separata deliberazione, seguendo l’ordine di presentazione, quale risulta dal protocollo. “Ci è stato però comunicato – afferma il gruppo consiliare Alvito Bello in una nota e sulla pagina Facebook – dopo oltre 20 giorni, che le dimissioni del consigliere Sambucci, inviate via mail da Dublino, protocollate il 7 dicembre e annunciate da lui stesso sui social network, non sono state ritenute valide per la modalità con cui sono state presentate. Andrebbero infatti presentate di persona o con delega autenticata presso il Consolato italiano del Paese in cui attualmente risiede. Un evento a dir poco increscioso, considerando la grande risonanza, anche mediatica, data dalle dimissioni stesse. Nonostante in campagna elettorale sia stato più volte sbandierato il valore dell’esperienza, notiamo ancora una volta evidenti difficoltà nel rispetto delle norme, persino in una procedura ordinaria come le dimissioni di un consigliere che avviene in migliaia di Comuni italiani e non. Ma forse i problemi sono altri? Forse nella Maggioranza ci sono altri tipi di tensione che le ripetute assenze del consigliere Filippo Tata, in Consiglio e Commissioni, e il suo improvviso ritorno lasciano trasparire? Non a caso, il sindaco Duilio Martini ci ha tenuto a sottolineare che anche la procedura di decadenza, da noi attivata per i consiglieri Sambucci e Tata, deve essere ragionata e non frutto di una semplice mancanza formale. Per noi invece – concludono i consiglieri di Opposizione Paola Iacobone, Vincenzo Capoccia e Nicola D’Alicandro – la questione è semplice e lineare. Se il cosiddetto ‘patto tra elettore ed eletto’, è davvero reputato dal sindaco troppo importante per essere sacrificato, ci chiediamo, a questo punto, che tipo di circostanza sia necessaria per interrompere tale patto se non la prolungata latitanza dal luogo chiave in cui si esplica tale rapporto, ovvero il Consiglio Comunale”. Rimane il fatto che due assenze di consiglieri eletti, per motivazioni differenti, devono ancora essere giustificate all’intera cittadinanza. Caterina Paglia
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