E’ quanto capitato ad un cittadino romano in trasferta a Veroli nel maggio del 2014.
Era venuto in provincia di Frosinone e attraversando la Sora-Ferentino era stato purtroppo ‘flashato’ dall’autovelox all’altezza del Giglio di Veroli. Tornato a casa aveva ricevuto la contravvenzione di 132 euro che aveva subito pagato. Storia dimenticata, purtroppo no! L’altro giorno si è visto recapitare dal Comune di Veroli una richiesta di pagamento di 351 euro. L’indignazione del malcapitato: <Mi chiedevo come lavorano gli uffici della vostra Polizia Municipale che oltre a non controllare gli estratti conto dei soldi che vi inviano, non controllano neanche le raccomandate che gli impiegati controfirmano per il ritorno. Penso che se non avessi conservato la ricevuta, avrei contribuito a riempire le vostre casse di ulteriori 351 euro. Vorrei ora capire se è un caso di inefficienza sporadico oppure no>. E purtroppo non è l’unico caso. Forse c’è un problema di comunicazione tra due sistemi, quello che accerta l’avvenuta riscossione e quello che invia il verbale a casa. Il risultato? Spese inutili per il Comune in un periodo di forte crisi (la multa che arriva a casa costa 13.88 centesimi), grande confusione e il rischio che qualcuno poco informato paghi due volte la stessa contravvenzione. E se avete smarrito la ricevuta? Per prima cosa dovete recarvi dalla Polizia Municipale che ha accertato la violazione e verificare se a loro sia stato recapitato il pagamento del bollettino da parte di Poste Italiane. Nel caso non risultasse il pagamento, tramite la data, l’importo, l’intestazione e il numero di c/c, si può chiedere a Poste Italiane (tramite l’Ufficio Postale in cui è stato effettuato il pagamento) di effettuare la ricerca. Una trafila assurda: meglio sempre conservare le ricevute!
