Denunciato presso gli uffici del Commissariato di Cassino caso di “truffa della Costa d’Avorio”.
Nella giornata di ieri, si è presentato presso gli uffici di polizia del Commissariato di Cassino un uomo, vittima di quella che viene chiamata la “truffa della Costa D’Avorio”, diffusasi grazie all’avvento del commercio on line e che ha mietuto, negli anni, numerose vittime, tra i navigatori della rete. Al fine di poterla riconoscere e non incappare nel raggiro, di seguito le tappe generalmente seguite dagli ideatori di questa tipologia di truffa. Il compratore contatta il venditore facendogli credere di essere estremamente interessato ad un articolo in vendita; non contratta sul prezzo e cerca di accattivarsi la fiducia del venditore; si fa carico delle spese di spedizione e chiede in tutti i modi possibili di pagare tramite bonifico bancario; inventa una scusa in cui spiega di trovarsi lontano dall’Italia per motivi di lavoro ma che presto tornerà; chiede di poter avere i dati del venditore per potere inviare il bonifico e sapere da dove parte l’articolo in questione; invia un email falsa dell’istituto bancario, in cui viene spiegato dettagliatamente “o quasi” la transazione economica; chiede al venditore di pagare la “Uemoa” (una tassa locale estera) per sbloccare il bonifico inviato utilizzando per il trasferimento del denaro “Money Gram” o “Western Union” (questo perché non consentono di risalire a chi lo incassa); Il venditore fidandosi paga la tassa (non altro che un semplice trasferimento di denaro), invia l’articolo e solo dopo si rende conto di essere stato truffato ed avere perso denaro e oggetto in vendita.
