Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma del generale Giuseppe Olivieri ex presidente del Centro Sociale Anziani “Gnore Peppe” di Sora.
“Tanto tuonò che piovve. Finalmente il sindaco di Sora si è tolto la soddisfazione di eliminare il presidente ed il Comitato di Gestione commissariando il CSA- Centro Sociale Anziani di Sora. Il motivo? Non lo ha dichiarato subito perché non può essere rispondente alla situazione reale all’interno del Centro Sociale Anziani. La motivazione è che “era venuto meno il dialogo civile”. Ci siamo domandati e domandiamo al sindaco, come fa ad affermare queste parole se ha concesso di parlare soltanto ad un socio. Dialogo significa (ndr Vocabolario Zingarelli) “discorso fra due o più persone” e non è stato il caso nostro. Oltre tutto il socio che ha parlato, ha formulato delle accuse al presidente del comitato di gestione non veritiere e gravi. Perché non ha permesso al presidente di prendere la parola per contestare le accuse? Perché non ha mai convocato il presidente per eventuali chiarimenti e delucidazioni dopo le continue richieste di essere ascoltato anche con una lettera riservata personale? Il presidente avrebbe sostenuto che il dialogo non esisteva soltanto con alcuni soci, che peraltro sono coloro che hanno reso l’ambiente difficile e pesante soltanto perché volevano svolgere un torneo di burraco con premi in denaro, contravvenendo a quanto previsto dal Regolamento Comunale e dalle norme vigenti. Questo per evitare che il Centro Sociale Anziani di Sora potesse diventare una bisca. Il primo cittadino con il suo comportamento ha provocato risentimenti e malumori nella maggior parte dei soci i quali amareggiandosi anche della poca vicinanza del sindaco al Centro Sociale, avrebbero preferito una discussione serena e di merito dei problemi emersi, in modo da comprendere pienamente le reali ragioni del dissenso e ricercare insieme una soluzione rispettosa di tutti e delle norme vigenti del Sodalizio. L’unico esponente della maggioranza dell’Amministrazione comunale che è stato sempre vicino al CSA è stata la dottoressa Veronica Di Ruscio, assessore ai servizi sociali, la quale si è adoperata sempre con successo per il buon funzionamento del Centro. La presenza, inoltre, nell’ultima riunione di alcuni “soci solo sulla carta” che non hanno mai frequentato il Sodalizio non può che accrescere in tutti gli altri il sospetto che gli stessi abbiano aumentato di proposito la criticità della situazione che si è poi verificata. Inoltre, non si può fare a meno di rilevare che, a fondamento della nomina del Commissario, il sindaco cita l’art.50 comma 7 del TUEL e il regolamento comunale del CSA che nulla hanno a che fare con il Commissariamento. Si invita infine l’Amministrazione, e per essa il sindaco, ad adoperarsi insieme a tutti i soci che partecipano attivamente alla vita sociale, per risolvere le criticità emerse in modo da assicurare il buon funzionamento del CSA che tanto contribuisce alla serenità ed all’equilibrio della terza età. Un’ultima annotazione: valeva la pena adottare ad un mese e mezzo dalla naturale scadenza del mandato (31.12.2017) un provvedimento così drastico?”. (fonte: comunicato stampa)
