I cinque euro per la mensa scolastica sono troppi. Per questo motivo alcuni genitori si sono mossi per attivare una raccolta firme per permettere ai loro bambini di poter portare il pasto da casa. Questa diatriba segue quella di qualche mese fa relativa all’esternalizzazione del servizio. In quel caso il Comune decise di andare avanti con una gestione interna, portando il buono a 5 euro. Ora una nuova battaglia da parte di chi ritiene che questa cifra sia troppo alta.
Ci si è appellati ad una vicenda nazionale che ha visto il Tribunale di Torino esprimersi contro il reclamo del Ministero dell’Istruzione, in merito ad una Ordinanza della Corte di Appello che riconosceva il diritto agli studenti di portarsi il pranzo da casa. Ora si attendono i ricorsi in cassazione. Molto difficile che questa richiesta venga accolta, con la competenza che è comunque tutta del Dirigente scolastico. Su una vicenda che è stata già affrontata a livello ministeriale, il Dirigente non può non tenere conto della diversità di vedute su questo tema. Diversità di vedute legate al fatto che ci si trova a parlare di bambini e di cibo non confezionato e non certificato (non basterebbe una autorizzazione dei genitori!) in un ambiente pubblico. Nel frattempo a livello comunale da gennaio si procederà al calcolo della situazione Isee di tutte le famiglie, in modo che potrà esserci una esenzione totale per coloro che hanno indicatori minori di 3000 euro. (foto di repertorio) CAP
