Frosinone – A.R.S.A.L., associazione culturale per la formazione sicurezza lavoro ed ambiente

Anna Ammanniti
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L’associazione culturale senza scopo di lucro  A.R.S.A.L., (Ricerca Sicurezza Ambiente Lavoro) del presidente Silvio Diana,  dal 2011 opera nel campo della formazione su tematiche quali l’ambiente e la sicurezza sui luoghi di lavoro, correlando la qualità dell’ambiente e di vita con la salute e sicurezza negli ambienti indoor e outdoor.

Attualmente è operativa su tirocini formativi per categorie svantaggiate proponendo, grazie alla Regione Lazio, il loro inserimento nel mondo lavorativo riconoscendo un contributo per 12 mesi per un ammontare massimo di 800 euro in riferimento alla % di Handicap identificato dall’INPS. L’attenzione oggi è focalizzata sugli infortuni sul lavoro che in quest’ultimo anno risulta in costante aumento e in particolare le “ morte bianchi”  che hanno acceso un dibattito al Governo a tal punto che è a lavoro per porre rimedio a tale sconvolgente situazione. ( Dati INAIL : Nei primi sette mesi di quest’anno le denunce d’infortunio pervenute all’Inail sono state 380.236, 4.750 in più rispetto allo stesso periodo del 2016 (+1,3%), per effetto di un aumento infortunistico dell’1,2% registrato per i lavoratori (2.832 casi in più) e dell’1,4% per le lavoratrici (oltre 1.900 in più). All’incremento hanno contribuito soltanto la gestione Industria e servizi (+2,1%) e la gestione Conto Stato dipendenti (+3,6%), mentre Agricoltura e Conto Stato studenti delle scuole pubbliche statali hanno fatto segnare un calo pari, rispettivamente, al 5,0% e all’1,9%.) Le denunce d’infortunio mortale presentate all’Istituto nei primi sette mesi di quest’anno sono state 591, 29 in più rispetto ai 562 decessi dell’analogo periodo del 2016 (+5,2%). L’incremento è legato principalmente alla componente maschile, i cui casi mortali sono saliti da 506 a 531 (+4,9%), mentre quella femminile ha fatto registrare un aumento di quattro casi, da 56 a 60 decessi (+7,1%). L’aumento di 29 denunce d’infortunio con esito mortale è la sintesi di andamenti diversi osservati nelle singole gestioni. Quella dell’Industria e servizi, infatti, è la sola che ha avuto un incremento, decisivo nel saldo negativo finale, da 450 a 497 casi (+10,4%), mentre Agricoltura e Conto Stato presentano entrambe una diminuzione, rispettivamente da 80 a 76 casi (-5%) e da 32 a 18 (-43,8%). L’analisi che l’associazione sta evidenziando da circa tre anni è la formazione sui luoghi di lavoro che viene ancora vista per molte aziende come un mero adempimento burocratico e non  come scelta organizzativa per innalzare la qualità e la sicurezza lavorativa. Di fatto la coscienza di un ambiente sicuro non viene percepita come investimento ma una perdita in denaro che l’azienda è chiamata in qualche modo a rispettare pena la denuncia penale, l’ammenda o addirittura l’arresto nei casi estremi da parte degli inadempienti. Fatto ancor più allarmante sono l’aumento esponenziale delle denunce di malattia professionale cagionata da esposizione a particolari fattori di rischio (Dati INAIL Le denunce di malattia professionale pervenute all’Inail nei primi sette mesi del 2017 e protocollate sono state 36.224, 1.336 in meno rispetto allo stesso periodo 2016    (-3,6%). Dopo anni di continua crescita, il calo delle tecnopatie denunciate conferma per quest’anno l’andamento già rilevato nei mesi scorsi. Le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, con quelle del sistema nervoso e dell’orecchio, continuano a rappresentare le tecnopatie più denunciate (75,8% del complesso dei casi). L’A.R.S.A.L. oggi focalizza l’attenzione non solo sul Datore di Lavoro che è il soggetto organizzatore della sicurezza in azienda, coadiuvato tecnicamente dall’RSPP ( responsabile del servizio di prevenzione e protezione) e dal MC (medico competente), al fine di accertare lo stato di salute del lavoratore, ma inizia un percorso tecnico-formativo per i consulenti ed esperti della sicurezza che sono a sostegno di tale struttura e che operano al di fuori di tale contesto. Di fatto la nostra convinzione è quella che la sicurezza sui luoghi di lavoro è un fatto di cultura soggettiva in considerazione del fatto che le regole ci sono e ben dettagliate. Vedi il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. la cui struttura definisce ad esempio ruoli , doveri ed obblighi per tutti. Quindi, indipendentemente dal ruolo e/o mansione, chi ha facoltà di decidere quali azioni intraprendere è l’uomo e per tale motivo se in ogni soggetto è presente “la cultura delle sicurezza”, vi è nel tempo, un naturale rispetto delle regole, in caso contrario,  il loro rispetto resta incerto. La figura del formatore ricopre oggi un ruolo fondamentale nella struttura della sicurezza che il T.U. D.Lgs 81/08 prevede all’art. 6 m-bis e attraverso il  D.M. 06/03/2013  emanato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal  Ministro della Salute, individua i criteri. Di fatto, definisce dei prerequisiti a monte e indica quali debbano essere i criteri di appartenenza per poter qualificare il “ formatore” in modo da erogare la formazione in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro con uno standard qualitativo alto. A tale scopo l’A.R.S.A.L. si propone di fornire ai partecipanti nozioni utili a realizzare, progettare ed erogare percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Saranno privilegiate tecniche didattiche attive che, tramite il coinvolgimento dei partecipanti, agevoleranno l’apprendimento e l’acquisizione di metodi, strategie e strumenti utili. Le competenze acquisite consentiranno di progettare e di erogare percorsi formativi e valutare correttamente i rischi presenti nei contesti produttivi. Inoltre grazie alle aule didattico-formative, l’A.R.S.A.L. favorirà l’accrescimento delle competenze mediante la partecipazione volontaria dei discenti nei corsi successivi in qualità di tutor dei progetti erogati. I prossimi corsi si svolgeranno l’11, 18, 25 novembre e il 2, 9, 17 dicembre.  
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