Tre versioni differenti e discordanti sulle quali ancora si indaga.
Mario Eramo rimarrà almeno per sei mesi in custodia cautelare presso la Casa Circondariale di Cassino. Una convalida richiesta dal Pm Roberto Bulgarini Nomi e ufficializzata dopo aver interrogato l’indiziato per tentato omicidio e detenzione di arma da fuoco illegale. In questi giorni sono stati ascoltati anche i familiari del 50enne originario di Alvito e la vittima, la 33enne lituana che, ascoltata dai Carabinieri della Compagnia di Sora, avrebbe dichiarato l’atto volontario da parte del prossimo ex marito. “Mi ha sparato, perché voleva farlo!”. Nel frattempo la donna, ancora in gravi condizioni, dopo il colpo che ha compromesso diversi organi, è stata trasferita all’ospedale Umberto I di Roma per essere sottoposta ad esami specialistici. “In seguito all’interrogatorio è emerso un dato importante: “Il mio cliente non può essere condotto agli arresti domiciliari – spiega l’avvocato difensore Danilo Iafrate – a causa dei precedenti e di una violenza grave verso la moglie. Lo stesso ha dichiarato di aver minacciato la moglie con una pistola, senza alcuna intenzione di utilizzarla. Non rimane che attendere l’esito delle varie versioni discordanti, rispetto a quella data dalla vittima, da quella ascoltata dagli inquirenti, rilasciata dai genitori, il fratello e la moglie di quest’ultimo”. Tra le varie incongruenze, una cosa appare chiara: Mario Eramo ha estratto la sua semiautomatica calibro 9 carica con matricola abrasa, senza un apparente motivo, se non quello innescato dalla rabbia e dalla gelosia. L’indagine prosegue attraverso l’esame balistico. Caterina Paglia
