Udienza preliminare ieri mattina presso il tribunale di Roma per 54 persone che sono state tutte rinviate a giudizio per il reato di associazione a delinquere ai fini di spaccio.
Il giudice ha accolto la richiesta di rito abbreviato per Gerardo e Mirko Valenti, che avevano messo in piedi in una palazzina del <Casermone> nel capoluogo ciociaro, una sede dello spaccio. Rito abbreviato per altri dodici indagati. Per i restanti 40 si terrà il processo con rito ordinario. Le udienze inizieranno il prossimo mese. La vicenda che ha fatto scattare questa raffica di arresti risale al dicembre dello scorso anno, quando la polizia e i carabinieri misero in atto una delle più vaste operazione antidroga degli ultimi anni. L’operazione, denominata ‘Fireworks’, prende il nome dall’uso dell’organizzazione di ‘reclamizzare’ la vendita dello stupefacente attraverso l’accensione dei fuochi pirotecnici, visibili a distanza, per segnalare la disponibilità di droga. La banda malavitosa aveva realizzato un vero e proprio punto vendita all’interno di una delle scale di salita ai piani alti, facendo in modo di blindare il portone per evitare sguardi indiscreti. Poi le vedette in caso di avvistamento delle forze dell’ordine gridavano frasi convenzionali: “carmela” (per indicare l’arrivo della polizia) e “nerone” per indicare l’arrivo dei carabinieri. Il <supermarket> come lo avevano definito gli investigatori, lavorava ad orario continuato. Per fare questo gli associati dovevano sottoporsi a turni lavorativi. Gli incassi giornalieri si aggiravano intorno ai quarantamila euro. Nel collegio difensivo gli avvocati Tony Ceccarelli, Raffaele e Marco Maietta, Giampiero Vellucci, Riccardo Masecchia e Nicola Ottaviani. Mar.Ming.
