Ceprano – Violenza sessuale, si aggrava la posizione del prete accusato di pedofilia

Irene Mizzoni
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Violenza sessuale nei confronti di un bambino di otto anni, si aggrava la posizione di Gianni Bekiaris, il parroco di Ceprano accusato di pedofilia.

La testimonianza scottante di un consulente che aveva seguito il ragazzo nel suo recupero psicologico, ha indotto il collegio a spostare il termine delle condotte criminose nel capo di imputazione dal 2005 al 2009. Nello specifico l’uomo avrebbe abusato del ragazzino non per sedici anni ma bensì per venti. Quella del consulente sarebbe stata una testimonianza choc. Sul banco dei testimoni avrebbe in fatti dichiarato (il processo si è tenuto a porte chiuse) di aver incontrato l’imputato su richiesta del vescovo e che Bekiaris gli avrebbe confermato le condotte di cui era accusato. Per anni la vittima soggiogata da quell’uomo avrebbe subìto passivamente quegli abusi. La storia è emersa soltanto alcuni anni fa, quando il ragazzo, che aveva tentato il suicidio per ben due volte si era rivolto ad un Consultorio per essere aiutato. E proprio davanti agli specialisti il giovane aveva confessato quel terribile segreto che per anni gli aveva macerato l’anima. Gianni Bekarias avrebbe stuprato il ragazzino subito dopo la sua prima comunione. Il giovane che si è costituito parte civile è rappresentato dall’avvocato Carla Corsetti. Mentre l’imputato, che avrebbe sempre respinto tutto le accuse è difeso dall’avvocato Giuseppe Pizzutelli. Mar.Ming.
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