Un tir carico di rifiuti, partito da una ditta di Firenze e avente come destinatario una azienda del Cassinate, è stato lo spunto per l’avvio di un’indagine meticolosa e certosina che ha portato al sequestro di un’azienda di San Vittore del Lazio.
I tre amministratori della società, residenti in provincia di Caserta, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica mentre l’impianto è stato sequestrato dagli investigatori del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone coordinati dal capitano Vito Masi. Il decreto di sequestro dell’azienda specializzata nel recupero del ferro è stato firmato dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Cassino, Massimo Lo Mastro che ha accolto le richieste del magistrato titolare dell’indagine, il sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomini che, dopo le opportune verifiche messe in atto da parte dei carabinieri forestali ha potuto riscontrare l’assenza di idoneo titolo abilitativo all’esercizio dell’attività. Il N.I.P.A.A.F. del Gruppo Carabinieri di Frosinone e del Gruppo Carabinieri di Firenze, unitamente al personale di ARPA LAZIO e ARPAT Sezione di P.G. di Firenze, dove il fermo del tir sospetto e carico di rifiuti partito dalla Toscana, hanno proceduto ad una serie di accertamenti presso l’azienda. Proprio l’ausilio degli organi tecnici, che hanno verificato i quantitativi dei rifiuti gestiti, ha portato gli investigatori a riscontrare l’assenza della necessaria Autorizzazione Integrata Ambientale, sanzionata dall’art. 29 quattuordecies del Codice dell’Ambiente. @nicoletti (Foto dal web)
