(di Alessandro Andrelli) Galeotta fu… una palestra da concedere ed una associazione “indesiderata” alla Wonder Woman di palazzo. Immediato è seguito il “divorzio” tra la Paolacci e Lucarelli, reo di aver contrariato il volere della “big assessora” che, da più di 16 mesi, volando di qua e di là, dal basso della sua incapacità politica, tutto può e tutto decide, portando Sora a distruzione.
Così, a pochi giorni dalle proprie dimissioni “spontanee”, sembrerebbe che Lucarelli abbia finalmente realizzato di essere stato usato e “sputerebbe veleno” contro il sindaco e contro la Paolacci, perché consapevole di aver rappresentato il nulla nelle loro mani. Ma il giovane ex assessore non è il solo ad essere stato silurato. Anche il gruppo dell’acquario, al completo di mentore, portavoce e assessore in pectore, è stato elegantemente scaricato. Una tela ordita alla perfezione dal sindaco e dalla sua assessora che, lanciando la pietra e nascondendo la mano, questa volta stanno strumentalizzando Floriana De Donatis, facendole reclamare il diritto di dover proporre il nuovo assessore, perché unica rappresentante in maggioranza della lista di Lucarelli. Gioco fino e diabolico per portare dentro un fedelissimo solo a loro, con scarto di tre avversari! Farina, quale creatore della lista dell’assessore dimissionario, viene fatto fuori e considerato in opposizione. Forza Italia, quale unico partito senza rappresentanza in giunta, viene azzittito con l’impossibilità di agire a fronte di una rivendicazione giusta (di fatto De Donatis vuole scrollarsi di dosso Abruzzese che, spremuto ben bene durante la campagna elettorale per la poltrona da sindaco, ora rappresenta solo un pesante fardello ed un cappio al collo troppo stretto, sia per governare la città sia per le prossime elezioni, dove il Partito Socialista, con Schietroma e Nencini in testa, batte cassa). Il PD, quale mezza cartuccia adibita a ruota di scorta, buona per alzare la mano e per mandare avanti la baracca, servirebbe solo per far fare al sindaco ed alla Paolacci delle sonore risate, quando tra loro, nei meandri di palazzo, prendono in giro l’operato dei rappresentanti e il loro essere meno di zero. Povera Sora! Davvero povera Sora! Prigioniera di “due strateghi” che, pur di restare dove stanno, danno l’anima al diavolo, svendono la città a questo ed a quello e si rabattono tra bugie, sotterfugi e giochetti da quattro soldi. Ma se da un punto di vista teorico il loro piano politico è perfetto, da un punto di vista pratico fa acqua da tutte le parti e proprio non si regge. Infatti, il disappunto di Farina è massimo. L’ira di Forza Italia è incontenibile. Il PD se per una parte (Coletta) è in procinto di rendersi conto di essere usato solo per mantenere la Paolacci a fare “ufficialmente” l’assessore al bilancio ed “ufficiosamente” la sindaca di Sora con 120 voti, dall’altra (Vinciguerra e Coletta) è consapevole di non contare proprio. E mentre regna il caos, Sora viene completamente dimenticata. Nessun politico parla più della prima squadra di pallavolo e dei lavori di adeguamento del palazzetto Polsinelli. Nessun politico parla più dell’agibilità delle scuole, delle strutture sportive e degli stabili comunali. Nessun politico parla più della crisi del commercio, dell’organizzazione del mercato e del futuro delle attività produttive. Le condizioni pietose della pubblica illuminazione restano un tabù, così come anche per la cittadella della scuola e per il progetto di Renzo Piano tutto è avvolto dalla nebbia delle promesse di De Donatis, sempre avvezzo a fare tante chiacchiere senza il benché minimo risultato. Unica cosa certa è che, grazie ad un cittadino animato da grande senso civico, i sorani hanno potuto vedere sui social che le strisce pedonali realizzate nei pressi del semaforo della stazione, dopo soli 27 giorni dalla loro realizzazione, sono completamente scolorite e tutte da rifare. Le foto denuncia (tale segnaletica orizzontale costa ai sorani circa 36mila euro!!!), appena messe su un famoso gruppo social, sono state prontamente rimosse, restando soltanto pubblicate sul profilo di chi ha prontamente denunciato la cosa. La politica dell’omertà, promossa da De Donatis e dai suoi supporter, sembra continuare ad essere protagonista. E ciò che negli anni passati era sbandierato come amore per Sora, oggi “ribattendo in faccia” come un boomerang senza controllo, viene insabbiato. La città appare davvero a pezzi, eppure tra le macerie nell’aria si sente profumo di rinascita, si sente voglia di tornare a lottare, si sente desiderio di rimettersi in piedi. Vai a casa De Donatis, vai a casa tu e tutti i tuoi! I danni fatti in 16 mesi sono già inestimabili. Sora merita ben altro. Lo vuole con tutte le sue forze e di certo lo avrà! Alessandro Andrelli
