Neonata morta il 30 luglio del 2016 presso l’ospedale “F. Spaziani” di Frosinone, in circostanze ancora da chiarire, le indagini proseguono senza sosta.
Nei giorni scorsi, i periti Paolo Raponi e Alessandro Mariani hanno depositato una consulenza tecnica richiesta dalla procura. E proprio da questa sarebbe emersa la responsabilità per una parte dell’equipe medica che quel giorno aveva assistito la donna in sala parto. Al momento sembra che i medici iscritti sul registro degli indagati siano sette. Per tutti l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Precedentemente, presso gli istituti biologici dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma erano stati effettuati altri accertamenti sugli organi prelevati durante l’autopsia. Per non lasciare nulla di intentato la procura aveva conferito l’incarico ad un ginecologo di esaminare tutta la documentazione riguardante il periodo di gestazione della donna. Tale accertamento doveva servire per accertare se la donna, di soli 26 anni, poteva aver avuto problemi durante i nove mesi di attesa o se invece la morte della piccina sia sopraggiunta per cause naturali. Da qui gli altri accertamenti che sono stati consegnati nei giorni scorsi al pm Barbara Trotta. Gli indagati, va detto, hanno sempre negato la loro estraneità ai fatti contestatati. A tal proposito hanno nominato dei consulenti di parte chiamati a produrre prove della loro innocenza. L’equipe medica finita sotto accusa sono rappresentati dagli avvocati Vittorio ed Antonio Perlini, Nicola Ottaviani, Raffaele Maietta, Pierpaolo Dell’Anno, Giorgio Igliozzi Tiziana Santodonato e Francesco Savona. I genitori invece, si sono rivolti all’avvocato Claudio Fassari del foro di Roma per essere rappresentati nelle opportune sedi. Marina Mingarelli
