Alatri – PD, Maurizio Maggi sbatte la porta… a metà

Andrea Tagliaferri
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Irrevocabili le dimissioni da Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio: “La cosa nacque già male ed è finita peggio”. Ma la crisi amministrativa non c’è.

Chi si aspettava fuoco e fiamme alla riunione della direzione dei “dem” di due sere fa è rimasto parzialmente deluso perché forse aveva sottovalutato la cautela diplomatica dovuta alla delicatezza della condizione “numerica” della maggioranza e le prospettive elettorali per le Regionali incombenti. Nessuno, infatti, nel PD alatrense, pare avere intenzione di uno scontro vero e proprio, anche se ciascuno ci tiene a ribadire il proprio ruolo e la propria “forza”. Le dimissioni di Maurizio Maggi, consigliere PD e Delegato alla Sicurezza, Polizia locale e Commercio, da Capogruppo dei democratici ha una storia lunga ovvero, come detto dallo stesso Maggi, fin dalla nomina che avvenne senza l’unanimità che di solito contraddistingue ruoli politici di raccordo come quello di un capogruppo. Di episodi che hanno acuito questa frattura, poi, nel tempo ne sono arrivati molti, alcuni ammessi dallo stesso protagonista, altri meno palesati ma chi conosce Maggi sa che sono stati “rospi” difficili da digerire. Parliamo ad esempio della mancata assegnazione di un assessorato nonostante la netta affermazione personale alle scorse elezioni (ben 424 voti ovvero 4 in meno dell’attuale Vice sindaco) o anche la mancata designazione quale candidato alle scorse provinciali. Ma su questi episodi Maggi era andato oltre, impegnandosi sul territorio ancor più di prima e proprio questa sua sovraesposizione ha cominciato a renderlo facile bersaglio non solo delle opposizioni e di parte della cittadinanza, bensì anche dei propri colleghi e compagni di partito. Dopo queste frizioni personali, sono arrivati i distinguo a livello politico amministrativo rispetto all’azione della giunta Morini, in particolare sui metodi che in molti casi hanno tenuto poco conto della collegialità delle decisioni, anche importanti. Da ultimi i due problemi della rimodulazione del servizio di Trasporto Scolastico e quello del trasferimento di alcuni Vigili ad altri incarichi o in mobilità verso altri enti. Questi ultimi due “smacchi” hanno portato alla decisione comunicata nelle settimane scorse e confermata in Direzione. Un risultato positivo, tuttavia, è stato raggiunto ovvero quello di rianimare e ravvivare il partito e il circolo cittadino, dal momento che la riunione è stata molto partecipata come non avveniva da tempo. Pare anche che la maggioranza dei presenti abbia tentato di far tornare sui suoi passi Maggi che si è detto stupito e fiducioso di una svolta politica e, di conseguenza, amministrativa. Anzi è proprio questa la richiesta ormai palesata del consigliere e capogruppo uscente: una svolta nella politica amministrativa della città, con più concertazione interna ma anche con la popolazione, di cui Maggi si è fatto molto spesso portavoce, a torto o a ragione. Qualcuno, soprattutto nelle opposizioni, vede nella tempistica di questa decisione qualche “malizia” anche in funzione delle prossime regionali, quello che è certo è che la maggioranza conta su numeri esigui e che, al momento, non c’è una crisi “quantitativa” in vista, al massimo si può registrare quella “qualitativa”, più squisitamente politica che non è ancora detto verso quale direzione si spinga. Andrea Tagliaferri
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