Sulla questione del depuratore comunale è calato un sospetto velo opaco.
Anche sul sito dell’Ente, alla sezione dell’Amministrazione Trasparente (in spregio alle disposizioni di legge circa la pubblicità e accessibilità dei provvedimenti dell’organismo politico-amministrativo) non vi è traccia della delibera del consiglio comunale dell’ultimo 5 giugno, con la quale veniva rigettata la proposta dell’opposizione di interrompere la procedura per la realizzazione del depuratore comunale. Veniva invece approvato un ordine del giorno dell’ex vice sindaco Angelo Caringi e del capogruppo Massimiliano Quadrini, con il quale si invitava l’Amministrazione Comunale a verificare il rispetto di tutte le procedure autorizzative per la realizzazione dell’impianto e, soprattutto, ad istituire un tavolo permanente di concertazione con la partecipazione del comitato civico dei residenti per seguire da vicino tutto l’iter autorizzativo e le verifiche tecnico-ambientali da svolgere. La questione aveva sollevato grosse preoccupazioni tra i residenti delle località Mancinella, San Paolo e Capitino – zone subito adiacenti all’area individuata per l’opera – che avevano partecipato in massa al consiglio comunale per manifestare tutte le proprie perplessità in merito. A tre mesi da quel consiglio comunale, dell’iter di quella che l’amministrazione comunale definiva “una realizzazione urgente, non più differibile” e che presentava come un fiore all’occhiello della sua gestione, non vi è traccia. Nessuna notizia anche del tavolo di concertazione che avrebbe dovuto tranquillizzare e garantire i residenti dell’area interessata. Ciò che stride ancora di più con la proclamata urgenza dell’intervento, è l’assenza della delibera sul sito dell’Ente, alla sezione trasparenza. Silenzio sospetto, anche da parte dell’opposizione. Certo è che la questione della depurazione e più in generale del servizio idrico e di AceaAto5 è questione scottante ed indifferibile, a prescindere dai colori di partito. Eppure gli obiettivi politici che oggi sembrano più a cuore alla maggioranza ed alla minoranza, non vanno oltre il tesseramento, il congresso del PD e le candidature per le elezioni regionali della prossima primavera. E così, inevitabilmente, il depuratore scivola tra gli affari secondari, relegando nell’ombra un aspetto di primaria importanza come la salute dei cittadini che, a quanto pare, sembra destinato a soccombere davanti gli interessi dei partiti politici. V.V.
