Il Comune di Cassino vicino al dissesto finanziario, D’Alessandro: “Faremo di tutto per evitarlo”.
Si è svolta ieri, presso la Sala Restagno del Municipio, la conferenza stampa indetta dal sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro. Si torna a parlare delle finanze dell’Ente che, come già annunciato in una precedente conferenza stampa ribattezzata “Operazione verità“, non godono per nulla di buona salute. Il sindaco D’Alessandro e la sua squadra si sono presentati compatti ad un incontro che non lascia presagire nulla di buono. Già nei mesi scorsi si parlò di un debito consolidato dell’Ente che si aggirava intorno ai 69 milioni di euro, tanto grave che il sindaco affermò che solo dal 2025 in poi si sarebbe potuto amministrare con tranquillità. Oggi l’Ente si trova con un enorme debito consolidato e la cosa peggiore è che la Corte dei Conti ha respinto l’approvazione della rimodulazione del piano di riequilibrio come era stato approvato con la delibera numero 40 del 14 aprile 2017 che fu votata anche dall’opposizione. La Sezione regionale di controllo per il Lazio della Corte dei Conti datata 09/06/2017 ma depositata in segreteria solo lo scorso 11 settembre, infatti, “sancisce l’approvazione dello scorporo della quota di disavanzo risultante dalla revisione straordinaria dei residui” ma non ha approvato la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario che avrebbe portato ad un’estinzione del debito in venti anni. Così il termine ultimo sarà il 2022. “Il comune, in parole povere, – spiega il sindaco – ha aderito ad un piano di equilibrio sul consuntivo del 2013 che si riferiva a dei disavanzi dell’amministrazione vicini ai 12 milioni di euro circa, grazie alla precedente amministrazione. Per 5 milioni si sono trovati i fondi, mentre gli altri 7 milioni di debito sono stati dilazionati nel pagamento dal 2017 in poi, per dieci anni, senza avere la benchè minima copertura finanziaria”. “Spostare i debiti, programmare la dilazione dei pagamenti dal 2017 in poi in assenza di copertura finanziaria all’epoca dei fatti, non dichiarare il dissesto finanziario del Comune nell’ottica che chi verrà dopo di me ci farà i conti. Questo è lo spirito con cui il pagamento del debito è stato inteso – continua D’Alessandro – . Dopo l’approvazione del piano di riequilibrio è stato fatto un ulteriore accertamento del debito pari a 6 milioni e 323 mila euro. Solo 4 giorni dopo l’approvazione del piano. I sei milioni dovevano essere pagati in 30 anni e gli altri 7 milioni precedenti in 10 anni. Abbiamo chiesto alla Corte Dei Conti, con poche speranze, di pagare tutto il debito in 30 anni non in 10 riferendoci alla finanziaria del 2015, art. 1 comma 434, della legge di stabilità 2017. La Corte Dei Conti ha approvato lo scorporo della quota di disavanzo ma non la dilazione a 30 anni per il pagamento dei 7 milioni. Solo la quota della revisione straordinaria, sarebbe spalmabile, il resto no”. “Si ribadisce – continua il sindaco – che non c’è copertura finanziaria perché non è stata prevista nel piano di riequilibrio ma solo spostata al 2017. Siamo in contatto con la Corte Dei Conti e sono disposto ad andare anche oggi per capire l’entità della delibera e anche per vedere tutte le relazioni depositate all’atto della richiesta del piano di riequilibrio. Noi continuiamo con l’ operazione verità ma la situazione è seria. Se la delibera è impugnabile si farà, per evitare il dissesto anche in collaborazione con la Corte Dei Conti. Stiamo facendo di tutto per evitarlo ma già al 20 giugno 2016 il debito era 69.537 milioni circa. Dentro il debito ci sono i 7 milioni di cui sopra da pagare. Qualcuno mentendo spudoratamente alla città aveva dichiarato di aver sistemato la situazione contabile del comune di Cassino e solo i 7 milioni erano stati inseriti nel piano di riequilibrio da pagare al 2017!. Se una soluzione non si trova, e sarà difficile ed arduo farlo, il Comune sarà costretto a dichiarare il proprio dissesto finanziario. La situazione è molto grave e non mento alla Città, non è grave è più che grave. Ma la città deve sapere che qualcuno per anni ha mentito e ha scaricato la responsabilità sui precedenti amministratori e sui futuri l’onere di trovare soluzioni a situazione già in parenza compromesse”. E mentre si fa forte il rimpallo di responsabilità tra le amministrazioni D’Alessandro e Petrarcone, l’Ente vive un momento buio e trema per la sorte dell’intera città. M.F.
