Arce – Delitto Mollicone, spunta un super testimone

Angela Nicoletti
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Un super testimone da ascoltare con rogatoria internazionale e poi ancora una perizia calligrafica sul registro delle presenze nella caserma di Arce il primo giugno del 2001.

Queste le motivazioni più importanti che hanno indotto il magistrato Maria Beatrice Siravo a chiedere al Gip del tribunale di Cassino, Salvatore Scalera, una proroga d’indagine di altri sei mesi. Un passo, quello compiuto dalla Procura che viene motivato in dieci pagine. Nella richiesta si parla della necessità di effettuare un accertamento tecnico non ripetibile e sul quale non è trapelata nessuna indiscrezione. E’ certa invece la nomina di un consulente, un esperto grafologo, che dovrà effettuare una perizia calligrafica sul registro delle presenze della caserma. In particolar modo l’attenzione dell’esperto potrebbe concentrarsi su quanto annotato da Santino Tuzi il giorno della scomparsa di Serena, il primo giugno del 2001. Il brigadiere suicida, infatti, qualche giorno prima di togliersi la vita ha raccontato agli investigatori ed al magistrato di aver visto la diciottenne di Arce entrare in caserma ma di non averla vista più uscire. Una testimonianza che il sottufficiale dei Carabinieri fornisce sette anni dopo l’uccisione della studentessa liceale e che ha indotto i carabinieri del Reparto Operativo Provinciale e i colleghi della Compagnia di Pontecorvo a riaprire una nuova indagine. La nomina dei consulenti è prevista entro breve tempo e in attesa che la dottoressa Cristina Cattaneo, tanatologa di fama, porti a compimento le analisi e le comparazioni tra il corpo di Serena, riesumato e trasferito presso l’istituto di Medicina legale di Milano, un anno e mezzo fa, e la porta dell’alloggio di servizio in disuso, situato al piano terra della caserma dei carabinieri di Arce, sequestrata dai Ris e passata al setaccio in ogni singolo aspetto. C’è il sospetto, infatti, che la fronte occipitale sinistra di Serena possa combaciare con la parte della porta che risulta essere stata danneggiata non solo da un pugno sferrato con violenta ma anche da un impatto inaspettato. Che Serena sia entrata in caserma lo dice senza ombra di dubbio il brigadiere Santino Tuzi. Se poi ne sia uscita morta, con la complicità di qualcuno, lo diranno solo le indagini. E magari anche questo super testimone che per diciassette anni ha inspiegabilmente taciuto. @nicoletti
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