Isola Liri – Il Comune scivola verso il dissesto mentre Quadrini perde pezzi

Veronica Villa
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Animato dibattito in Consiglio comunale, tra un fitto ordine del giorno ed allontanamenti dall’aula.

Una sequela, quasi infinita, di riconoscimenti di spese fuori bilancio. Il contenzioso svuota letteralmente le casse dell’ente ed accende il malumore della minoranza. Tra i riconoscimenti di generose parcelle agli avvocati presentate sommessamente nelle delibere solo nella misura degli acconti, la minoranza contesta l’atteggiamento spavaldo di costituzioni in giudizio a cui avrebbero potuto preferirsi composizioni amichevoli (la maggioranza si difende parlando di responsabilità da danno erariale in caso di inerzia). Una gestione, tuttavia, ambivalente se si pensa che per un’altra vicenda giudiziaria la giunta, sempre guidata da Quadrini, approvava una delibera di riconoscimento di spese fuori bilancio già nel 2008 per una sentenza non definitiva per cui ora si è chiamati a pagare dopo che la CdA di Roma ha deciso nel 2016, a seguito del rinvio della Cassazione. Dell’unica vicenda giudiziaria in cui l’ente esce vittorioso (si parla di un lodo arbitrale) pesa la condanna al pagamento delle spese processuali, dovute in solido ope legis, con la parte proponente. Ragionevole l’osservazione della Di Pucchio: sarebbe stato meno oneroso pagare quanto dovuto ed agire in rivalsa. La ratifica delle variazioni al bilancio fa tremare. Preoccupa la premessa di Marziale che parla di quello che sembra un programmato dissesto (accenna ad Alatri già in dissesto e addirittura all’Urbe, come a dire, mal comune mezzo gaudio). Previste maggiori entrate per circa 120mila euro e minori spese per 140mila. Di nuovo la cassa – ora sotto lo zero di ben 1.497.000 euro- andrà rimpinguata con il prelievo fiscale, attraverso il recupero di quella che fu l’ICI. Nel frattempo si negano servizi importanti e si strangola lo sport. L’Assessore D’Ambrosio interviene timidamente assicurando “finanziamenti esterni”. Il dissesto preoccupa se si pensa che la storia dei pareggi in bilancio è sempre nata da previsioni di entrate di oneri di urbanizzazione a volte di un milione di euro (mentre la città conta parcheggi abbandonati, dispendiose opere pubbliche, l’acquisto di una cava ed una nuova caserma). Sull’ ultimo punto della salvaguardia degli equilibri di bilancio Scala e Tomaselli abbandonano l’aula. Tutti i punti approvati con 10 voti favorevoli. Sempre astenuto il presidente (che tra le altre cose ha ingiustamente allontanato dall’ aula un rappresentante della stampa). Sempre contrari Scala, Di Pucchio, Trombetta e Tomaselli. Tutto questo senza dimenticare l’inutile e dispendioso gemellaggio. Veronica Villa
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