Anagni – Troppi incendi boschivi e il Corpo Forestale che non c’è più

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) La riforma Madia del 2016 ha visto la soppressione dal primo gennaio di quest’anno  del Corpo Forestale.  Ottomila uomini, risorse fondamentali per contrastare l’emergenza incendi,  smembrati tra i Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e in altre pubbliche amministrazioni.

Il Corpo Forestale era l’unico presidio italiano a protezione dei boschi, effettuava interventi rapidi ed efficaci  con tecniche operative nel contrasto degli incendi boschivi e non solo.  L’accorpamento del Corpo Forestale ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco ed altre Forze dell’Ordine, per risparmiare sulle spese pubbliche, non ha prodotto finora un grande risultato, ma ha causato piuttosto tantissimi problemi. Gli incendi continuano ad impadronirsi dei boschi, intere montagne vanno in fiamme, vegetazione distrutta con tutte le relative conseguenze. Non ci sono più gli elicotteri degli ex Forestali, inutilizzati e fermi negli hangar, non ancora disponibili. I Vigili del Fuoco d’altro canto non sono aumentati di un numero sufficiente a coprire l’intera esigenza territoriale. Fino all’anno scorso ben 8 mila Forestali svolgevano compiti antincendio, attualmente solo 360 ex forestali sono stati impiegati nella stessa mansione, un numero troppo ridotto per contenere l’emergenza incendi  di questo periodo, troppo poco per sconfiggere le fiamme e impedire la distruzione di ettari di bosco. Agli ormai ex Forestali è rimasta la competenza di fare il censimento delle aree percorse dal fuoco, un’attività investigativa avviata dopo lo spegnimento dell’incendio e logicamente anche tale attività potrebbe perdere la reale efficacia  in quanto l’incendio non è stato seguito dagli stessi uomini fin dall’inizio. L’intervento dei Vigili del Fuoco e dei volontari , impegnati nello spegnimento in un numero esiguo e troppo spesso senza l’ausilio di mezzi aerei, costringe gli operatori a fare straordinari senza tregua. Tante entità diverse sullo stesso incendio causano  inoltre troppe difficoltà burocratiche e nel frattempo le fiamme continuano a mangiare alberi e tutto ciò che trovano sulla loro strada. Il Corpo Forestale, nato nel 1822, diretto dal Ministero delle Politiche Agricole, soppresso per risparmiare denaro pubblico, era già negli anni 70 uno dei primi reparti ad utilizzare gli elicotteri nello spegnimento degli incendi. Nei decenni tante opere sono state realizzate dagli ex forestali che avevano all’interno del Corpo progettisti interni per affrontare opere soprattutto in alta montagna. Da sempre esperti in materia di incendi boschivi sono stati da gennaio di quest’anno privati di tale facoltà, mentre gli incendi continuano a prolificare. Soppresso il Corpo Forestale, i Vigili del Fuoco non sono stati sufficientemente rinforzati, non possono svolgere un lavoro effettuato da 8 mila uomini, con solo 360 ex forestali in più. Sono stremati e senza neanche i mezzi necessari; e lo Stato non può neanche fare esclusivamente leva sulla buona volontà dei Volontari, che tanto danno al Paese, ma non possono essere insieme ai Vigli del Fuoco il solo punto di riferimento di una Nazione. Ad Anagni l’ex Corpo Forestale aveva la competenza territoriale fino a Ferentino, Fumone e Paliano. Da tutto giugno fino alla prima metà di luglio si sono verificati più di dieci incendi di entità abbastanza grave. Le criticità sono aumentate, gli uomini sono ridotti. Per evitare gli incendi basterebbero due provvedimenti: il rispetto delle ordinanze del sindaco sul taglio dell’erba e della pulizia dei fossi e la veloce repressione dell’incendio al momento del verificarsi. Va ovviamente potenziato lo spegnimento via aereo e via terra, aiutando i Vigili del Fuoco e i Volontari nelle operazioni. Anna Ammanniti
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