Alvito – Rimodulazione del progetto del Villaggio degli Emigranti

Caterina Paglia
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Addio al Villaggio dell’Emigrante nella Piana di Alvito. Il gruppo Alvito Bello abbandona l’aula.

Dopo la bocciatura del ricorso al Tar sul vincolo paesaggistico, presentato dall’Amministrazione comunale, nel corso della Seduta Civica che si è svolta giovedì sera, è stato confermato lo stop del progetto in Valle, a favore di una rimodulazione dello stesso ma nel tessuto urbano. “Sono trascorsi due anni intensi dalla nascita del Comitato Alvito e il Villaggio che non c’è – commentano i membri -. Due anni di battaglie che oggi, finalmente, ci hanno portato a questa vittoria. Non vi sarà nessuna colata di cemento nella nostra splendida Piana, poiché il Villaggio verrà realizzato nel centro urbano, le somme versate per l’esproprio verranno recuperate e l’area interessata, che tornerà ad uso agricolo, sarà restituita ai proprietari”. Una doppia vittoria per il gruppo di Opposizione “Alvito Bello” che, unitamente al Comitato cittadino, si era battuto contro l’edificazione del Villaggio dell’Emigrante nella Piana, proponendo una valida alternativa oggi sposata dal gruppo di Maggioranza, dopo le varie risposte negative. Sì, perché già nel dicembre del 2015 il Comitato cittadino aveva presentato, secondo i termini di legge, supportata da 700 firme a sostegno, una mozione popolare con oggetto “Città Villaggio degli Emigranti – Proposta di dirottamento dei finanziamenti del 18 marzo 2005 e dell’8 luglio dello stesso anno per la realizzazione del Villaggio da una costruzione nella piana di Alvito al recupero del costruito nel centro storico, indicando peraltro una struttura in particolare, ovvero Villa Mazzenga. Detta mozione venne discussa in seduta straordinaria di Consiglio comunale nel marzo del 2016 per essere respinta allora e accettata ora. Eppure non tutto è andato per il verso giusto e un colpo di scena ha concluso un teso Consiglio Comunale. Sul quarto ed ultimo punto all’ordine del giorno, infatti, i consiglieri di Opposizione Paola Iacobone, Vincenzo Capoccia e Nicola D’Alicandro, hanno abbandonato l’aula presentando una precisa motivazione. “Abbiamo riscontrato un grave vizio di forma dalla Determina formulata dal sindaco Duilio Martini – hanno sottolineato i consiglieri di Opposizione – che univa due punti a nostro avviso corrispondenti a due argomenti separati. In sostanza, ci è stato chiesto di votare sulla rimodulazione del progetto generale del Villaggio dell’Emigrante, in modo che venga a collocarsi nel tessuto esistente, al recupero delle somme erogate per l’esproprio, alla restituzione al privato del terreno e sul mandato al Responsabile del Servizio di Urbanistica di redigere uno studio di fattibilità. E fin qui ci siamo! Ma poi, quando ci è stato chiesto di votare al proseguimento verso un appello al Consiglio di Stato, a seguito del rifiuto del Ricorso al Tar sul provvedimento del vincolo paesaggistico, abbiamo avvertito una forte contraddizione. In tal senso, è stato richiesto che i due argomenti fossero votati in maniera disgiunta. Essendo rifiutata tale richiesta (inserita nel verbale di seduta), abbiamo deciso di abbandonare la sala consiliare, ribadendo il vizio di forma della Determina, comunque approvata dal gruppo di Maggioranza. Ribadiamo inoltre, la nostra forte contrarietà ad ulteriori azioni legali da parte del sindaco e dell’intera amministrazione che gravano sulle tasche di tutti i cittadini”. Dall’altra parte, il primo cittadino Duilio Martini, replica attraverso poche parole. “Non c’è nessun vizio di forma: la Determina e il voler proseguire con un appello al Consiglio di Stato sono la mia risposta politica alla cittadinanza riguardo al vincolo e al Villaggio”. Caterina Paglia
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