Alatri – Polemiche sul centro aborti, arriva il convegno “pro-vita”

Andrea Tagliaferri
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Dopo le recenti novità introdotte dalla ASL nel presidio sanitario cittadino, mobilitazione “culturale” e politica dei moderati e dei movimenti cattolici.

Si terrà questo pomeriggio, martedì 27 giugno, alle ore 17.30 presso la Biblioteca comunale di Alatri, il convegno “Vita protagonista”, moderato da Francesco Boezi de Ilgiornale.it, con relatori d’eccezione, come l’On. Olimpia Tarzia, Consigliere Regionale del Lazio, il Dott. Federico Iadicicco, Centro Studi Minas Tirith, la Dott.ssa M. Rachele Ruiu, CitizenGo, il Dott. Alessandro Feo, Segretario Ginecologi e Ostetrici Cattolici. “E’ tempo di mettere al centro il primordiale diritto alla vita quando la politica, sbadata ed egoista, dimentica di tutelarla con i giusti mezzi”. Queste le parole che accompagnano la nota di presentazione dell’evento che animerà il dibattito politico e culturale sull’ospedale San Benedetto ed, in particolare, sul tema della natalità . “Riteniamo che sia fondamentale spendere una parola a favore del tema della tutela della vita e della maternità, che consideriamo un diritto universale ed il più grande privilegio della vita. Il convegno si prefissa come obiettivo quello di portare a conoscenza della popolazione quanto la Regione Lazio stia mettendo in piedi; una vera e propria cultura “abortista”. I danni provocati sulla sanità pubblica sono evidenti: in provincia di Frosinone diventa sempre più difficile nascere perché la stragrande maggioranza degli Ospedali viene ridimensionata e perché i reparti di Ostetricia chiudono in un batter d’occhio. L’Ospedale di Alatri ne è un esempio, un importante punto nascite ad oggi azzerato! Ad Alatri non è più possibile nascere e questo è un male per la città e per tutti quei comuni limitrofi. Ma Zingaretti non si ferma qui, perché con la recente determinazione del 16 marzo 2017, n. G03244 ha istituito un tavolo tecnico per conseguire nei consultori l’aborto chimico tramite la pillola RU-486, conosciuta come “pillola del mese dopo”, comportando seri rischi per la salute della donna. Alla luce di queste forzature e accanimenti ideologici – conclude la nota degli organizzatori- occorre rispondere con fermezza perché la Regione Lazio a guida PD anziché occuparsi seriamente della questione sanità, tutelare i più deboli, mettere in piedi delle serie politiche a favore della famiglia e alla maternità, preferisce lasciare alla donna, come unica scelta, quella dell’aborto.” A.T.
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