Lago di Canterno, cambiare passo puntando sulla valorizzazione e la tutela ambientale. E’ quanto sostenuto da Marco Maddalena, capogruppo consiliare di Sinistra Italiana.
“Cosa succede nel Lago di Canterno ? La moria di pesci evidente sulle rive del Lago non può che preoccupare sulle condizioni dello stato di salute del bacino idrico. Ad oggi, ancora non si conoscono le cause della morte dei pesci , gli enti locali, però , sono tenuti a dare risposte trasparenti sul fatto accaduto e mi auguro che questo avvenga presto. Non è la prima volta che succedono cose allarmanti nella Riserva naturale del Lago di Canterno, come ad esempio cantieri discutibili; il mancato controllo delle attività venatorie; gli sversamenti; le costruzioni abusive ect. E’ evidente che, oggi, manca un investimento concreto sulla Riserva Naturale, la gestione provinciale ha dimostrato di non essere all’altezza della gestione e il nuovo assetto che definisce in parte la nuova competenza regionale non ha di certo ancora migliorato la situazione, si ricorda che con deliberazione del 30/12/2016 n. 838 la Regione Lazio ha adottato il trasferimento delle funzioni e della gestione della Riserva Naturale del Lago di Canterno dall’Azienda speciale Lago di Canterno all’ente regionale Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi. Una delibera che già nella lettura fa capire di essere un pasticcio in quanto, crea ulteriore confusione nei compiti, tanto che recita testualmente “che l’ente regionale Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi gestisca in collaborazione con l’Azienda speciale Lago di Canterno, attività e servizi inerenti”. Pertanto permangono due soggetti giuridici su una stessa area di cui uno avulso al territorio, il Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e l’altro di natura provinciale, l’azienda speciale Lago di Canterno, fino ad oggi inadempiente ai dettami della legge regionale n. 209/1997 che istituisce le aree protette. La Riserva Naturale di Canterno, fino ad oggi, infatti, non è mai stata presente nessuna iniziativa di educazione ambientale, nonostante che, uno dei compiti istituzionali delle aree naturali è proprio quello di sviluppare un ambiente educativo-formativo, in particolare con il sistema scolastico, la gestione di una riserva naturale, infatti, non è solamente un’attività “cantoniera”. Sui Parchi naturali, che sono risorse importantissime per uno sviluppo economico virtuoso, non si può continuare a fare operazioni di “clientela” politica a discapito delle competenze professionali necessarie per la gestione delle stesse, come è avvenuto per il Lago di Canterno. In tutto ciò, il grande assente è il Comune di Ferentino, dove gran parte della Riserva è insediata, che mai si è interessato ad una pianificazione delle innumerevoli potenzialità dell’area in termini di accoglienza, di sviluppo dell’ecoturismo legato ai Cammini , al cicloturismo, al birdwatching e al benessere. La delibera regionale va cambiata riconsegnando dignità alla Riserva Naturale di Canterno, come parco con competenza regionale ma con una propria autonomia, magari integrato con l’istituzione del Parco dei Monti Ernici, e con la soppressione definitiva del “carrozzone” provinciale”. Fonte comunicato stampa
