L’incontro col sindaco l’hanno voluto alcuni residenti e alcuni commercianti di via Napoli, dove sorge la struttura che a breve dovrebbe ospitare, temporaneamente, 35 rifugiati attualmente residenti di un’altra struttura sorana.
Tale struttura dovrebbe essere oggetto di alcuni lavori di adeguamento ed è per questo che gli ospiti dovrebbero essere trasferiti in albergo. Le notizie circolate negli ultimi giorni sono state diverse. Tra queste l’arrivo di nuovi rifugiati (qualcuno aveva parlato di 200 persone) come pure il recesso di alcune prenotazioni dell’albergo. Notizie smentite da chi di competenza ma che, una volta diffuse, hanno generato malumori. Per questo alcuni si sono recati in comune chiedendo un impegno del sindaco. L’Ente competente, come è noto, è la Prefettura e dunque il sindaco pare si sia limitato a rassicurare i cittadini impegnandosi a dialogare col Prefetto. Il gruppo di residenti ora attende sviluppi. Nel frattempo è notizia di oggi che il gruppo voglia costituirsi in comitato (forse il cosiddetto “comitato di quartiere”) affinchè, ha detto uno di loro “la nostra voce sia forte”. Ieri alla riunione ha partecipato, oltre che alcuni componenti della maggioranza, anche il consigliere comunale Luca Di Stefano. Lui ha indirizzato al sindaco una nota affinché si faccia chiarezza su Strutture e numeri dell’accoglienza migranti. Nella nota Di Stefano dice che: “Abbiamo avuto modo, nelle ultime ore, di entrare contatto con alcuni residenti, che ci hanno espresso tutta la loro preoccupazione e dopo il consiglio comunale abbiamo avuto modo di interloquire con lei e con la delegazione di via napoli per questa eventualità, che sembra ogni giorno che passa più concreta. Un’agitazione, questo deve essere chiaro, che non nasce da sentimenti di ostilità razziale, ma solo dalla necessità di capire cosa riserva il futuro. Sora è sempre stata una città ospitale e ha sempre giocato il suo ruolo nell’ambito dell’accoglienza dei rifugiati. È altrettanto vero, però, che i sorani meritano di avere chiarezza. È importante dare certezze anche per eliminare sul nascere gli allarmi che continuano a serpeggiare. A questo proposito, l’invito che le faccio, a cui spero voglia rispondere al più presto possibile nell’interesse esclusivo dei sorani, è di portare a conoscenza dei cittadini: 1) il numero e la grandezza delle strutture attualmente presenti in città, che sono in grado di ospitare i migranti. 2) qual è la capienza di queste strutture e qual è il numero massimo di richiedenti asilo che Sora può ospitare. 3) Quali sono i criteri necessari per poter aprire queste strutture ? Una volta avute queste informazioni, i sorani avranno un quadro chiaro del sistema di accoglienza cittadino. La cronaca di questi giorni ci racconta di continui sbarchi di profughi nei porti del sud Italia: il nostro territorio deve conoscere con chiarezza ciò che lo attende e, soprattutto, quali sono i limiti numerici che non si potranno oltrepassare. Questo è un compito che spetta lei, al quale auspico non si voglia sottrarre“. IM
