Tutti sapevano ma nessuno ha alzato un dito. E’ questo in sintesi quanto sostiene un privato cittadino di Alatri che, dopo aver presentato una serie di esposti riguardante episodi di violenza che si verificavano nel centro storico, alla luce di quanto avvenuto al povero Emanuele Morganti, e non ricevendo alcuna risposta dalle autorità competenti, si è affidato all’avvocato Maurizio Muffato ed ha presentato in procura una denuncia querela contro ignoti per il disturbo della occupazione e del riposo delle persone.
Già da prima del delitto Morganti, come già accennato, l’uomo, che abita a pochi passi dal palazzo comunale, aveva segnalato comportamenti violenti di gruppi di giovani che il venerdì e il sabato, fino alle prime ore del mattino trasformavano il centro storico nella terra di nessuno. Ma quegli esposti erano finiti nel dimenticatoio, così aveva presentato la denuncia querela. Però il pubblico ministero Barbara Trotta, titolare delle indagini, aveva disposto l’archiviazione del procedimento. A quel punto l’avvocato Muffato ha impugnato il provvedimento e si è opposto all’archiviazione. Nel mese di marzo il giudice, dr. Antonello Bracaglia Morante, ha accolto l’opposizione ed ha rimesso gli atti al pubblico ministero per lo svolgimento delle indagini consistenti nell’escussione dei testi indicati e di numerosi residenti. Le indagini adesso sono in corso. E non è escluso che al termine di queste possa venire di fuori qualcosa di interessante in merito all’omicidio Morganti. Qualcosa, per esempio riguardante la sicurezza urbana che è in base alla legge del 24 luglio del 2008 n.125 di competenza esclusiva del sindaco che ha l’obbligo di prevenire e reprimere la microcriminalità e garantire dunque l’ordine pubblico. I residenti della zona sapevano di quel gruppo di rissosi che all’esterno dei locali, pieni di alcol e droga, dettavano legge. Guai a ribellarsi a loro, guai a voler restare fuori da quel <sistema>. E forse Emanuele completamente diverso da loro, era stato punito perchè era troppo perbene. (foto di repertorio) Marina Mingarelli
