“Vestire di contemporaneità i nostri concittadini, illustri antenati, è l’invito lanciato dall’Abate di Montecassino Dom Donato Ogliari che ci ha onorato della sua presenza. Invito che da quattro anni sto raccogliendo portando all’attenzione della cittadinanza anche personaggi meno noti ai più che sono da considerarsi meritevoli di stima, studio ed attenzione al pari dei Grandi di Arpino. Grazie a Lucio Meglio che, attraverso i suoi studi e alle sue ricerche, ci ha fatto conoscere i tantissimi arpinati che nei secoli hanno fatto parte di Ordini e Congregazioni e che hanno compiuto gesta importanti ispirati dalla loro vocazione”. Questo il ringraziamento che la consigliera Rachele Martino ha rivolto agli illustri ospiti venerdì presso la Sala Fraternità dell’Archicenobio benedettino di Sant’Andrea apostolo dove si è svolto l’interessante incontro culturale dal titolo ‘Gli Arpinati nella storia degli Ordini e delle Congregazioni religiose’ organizzato dall’Ufficio Cultura, in collaborazione con la Pro Loco che ha visto la partecipazione di S.E. l’Abate di Montecassino Dom Donato Ogliari.
Relatore della serata è stato il prof. Lucio Meglio, docente all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e direttore della Rivista diocesana Annali di Storia Sociale ed Ecclesiastica che da tempo sta conducendo ricerche a carattere nazionale sui percorsi vocazionali scaturiti dal territorio della Diocesi di Sora. L’incontro è iniziato con i saluti del sindaco di Arpino avv. Renato Rea che ha ricordato lo stretto rapporto della città con il mondo monastico, in special modo quello benedettino, riportando anche dei commoventi ricordi di suo zio l’abate Ildefonso Rea. Al sindaco sono seguiti i saluti della consigliera con delega alla cultura dr.ssa Rachele Martino la quale ha sottolineato l’importanza dell’incontro che si inserisce all’interno di quel progetto culturale che da quattro anni la vede impegnata per portare all’attenzione della cittadinanza la conoscenza di illustri personaggi arpinati poco noti nella loro città natia. A questo punto si è entrati nel vivo della serata con una erudita lectio del prof. Meglio il quale ha descritto il clima culturale, religioso e spirituale che ha caratterizzato la storia monastica della città arpinate dall’XI secolo ad oggi dando impulso ad un intenso percorso vocazionale che si configura come un unicum all’interno del territorio diocesano. Dodici monaci certosini, dieci cistercensi, venticinque francescani (tra cappuccini e frati minori), ventitré barnabiti, quattro somaschi, quattro carmelitani scalzi, undici passionisti, un camilliano, un teatino e due redentoristi, una lunga lista, non esaustiva, che rappresenta la geografia dello spirito della città di Arpino. Tra di essi spiccano figure di grande spessore umano e spirituale come i barnabiti S. Francesco Saverio Maria Bianchi, il poeta p. Bernardo Ugolini e il missionario p. Vincenzo Sangermano; i frati minori Fortunato De Bellis e Giustino Colantoni; il somasco p. Lorenzo Cossa, il cistercense Bonifacio Castaldi ed il passionista Tommaso Segneri. In conclusione il prof. Meglio ha invitato a considerare le vite di questi religiosi come un manuale di esistenze compiute, di risposte generose ai reclami della Chiesa e della società; questi uomini arpinati hanno dato così varia vitalità ad una formula unica, quella che ancora definisce il patrimonio culturale di Arpino nell’identità cristiana. Le conclusioni dell’incontro sono state affidate all’Abate di Montecassino Dom Donato Ogliari che si è detto lieto di trovarsi in luogo benedettino carico di memoria storica ed ha invitato i presenti a vestire di contemporaneità la vita di questi illustri arpinati trasmettendo il loro esempio soprattutto alle nuove generazioni affinché non ne vada perso il loro ricordo. La piacevole serata, moderata dal presidente della pro loco Luciano Rea, è stata sciolta dalla Madre Badessa suor Cristina che ha ringraziato i convenuti, in special modo l’Abate, ed ha invitato il prof. Meglio a studiare in futuro anche i religiosi adottivi di Arpino ricordando simpaticamente la sua venuta in monastero ben cinquanta anni fa nonostante il parere contrario dei suoi genitori.
