(di Alessandro Andrelli) Sora da giorni si è completamente concentrata sul decreto del commissario ad acta Zingaretti che annuncia la costruzione di un nuovo ospedale, l’adeguamento sismico del presidio esistente ed interventi sul distretto di via Piemonte. Tutto per un finanziamento complessivo di circa 130.000.000 di euro. La notizia, che appare quasi troppo bella per essere vera e lascia incredulità e perplessità diffuse, arriva proprio dopo un interminabile periodo di grandi difficoltà dell’ospedale Santissima Trinità.
Tanti e lunghi anni di paura, caratterizzati da medici insufficienti, da reparti fortemente depotenziati, da rischi continui di chiusura. In diverse e numerose occasioni Sora e tutti i paesi del distretto hanno difeso l’ospedale con le unghie e con i denti. Nessuno può dimenticare la lunga settimana, di protesta e sciopero della fame, affrontata dall’allora sindaco di Sora Ernesto Tersigni in un gazebo posizionato davanti l’ingresso principale dell’ospedale. Nessuno può dimenticare il sostegno avuto in quell’occasione da tutti i sindaci della zona e dalla gente, né il consiglio comunale aperto svoltosi sotto il portico dell’ospedale, ne’ tantomeno la fiaccolata che vide sfilare migliaia e migliaia di persone, scongiurando il pericolo di chiusura. In quell’occasione il dottore Vinciguerra (allora presidente di un’associazione ospedaliera, oggi consigliere comunale e presidente della Commissione Sanità) si mostrò molto interessato alle sorti del Presidio Ospedaliero. A fianco del sindaco Ernesto Tersigni, con impegno e convinzione, cercò di difendere, insieme agli altri, un bene prezioso e rappresentativo non solo della salute pubblica, ma anche di quella territorialità che è necessario ad ogni costo tutelare. A quella lotta “matta e disperatissima” ne seguirono tante altre, che videro il dottor Vinciguerra incarnare sempre il ruolo di paladino (senza macchia e senza paura) dell’ospedale. Poi ad un tratto arriva la sua candidatura a sindaco. Segue la sua alleanza con De Donatis, che voci ben informate dicono essere stata raggiunta prima della verifica elettorale, diventa consigliere comunale di maggioranza e successivamente presidente della Commissione Sanità. A questo punto tutto cambia! Il dottore Vinciguerra, nonostante gli infiniti problemi del polo ospedaliero, tende a non attirare su di sé più l’attenzione mediatica. Mutano i ruoli e si delineano nuovi comportamenti, anche a fronte dei traguardi da raggiungere e raggiunti. Ad un tratto ed improvvisamente, con il nuovo ruolo ricoperto, finiscono gli scioperi della fame e della sete, le occupazioni della sala comunale, gli spot propagandistici, le dichiarazioni forti, le azioni eclatanti. Il paladino senza macchia e senza paura smette la sua attività, facendo cadere il silenzio su ciò che prima era stato affrontato con tanto impegno e combattività. Il passato diventa un mero ricordo, perché troppo lontano dalla realtà attuale. Nulla è dato sapere in merito all’impegno politico quotidiano profuso dal dottor Vinciguerra come consigliere di maggioranza (ad eccezione di ergersi, in consiglio comunale, scudo umano a protezione del segretario comunale, interrogato dall’opposizione in merito alla legittimità della delibera di approvazione del Bilancio di Previsione anno 2017). Di certo Vinciguerra non appare più così interessato all’ospedale di Sora, così come sembra anche poco coinvolto dalla vita politica di palazzo e dalle linee di pensiero della maggioranza. Basti pensare alle dichiarazioni (sue e del sindaco) rilasciate in merito all’ultimo decreto di Zingaretti. Da una parte De Donatis dichiara di essere scettico sulla realizzazione di un nuovo ospedale e cerca anche di dare consigli personali in merito all’individuazione di nuove idee e possibilità. Non si attribuisce alcun merito politico (sembrerebbe addirittura che abbia più volte affermato di non saperne nulla!) e resta scettico di fronte all’iniziativa. Dall’altra parte, invece, il consigliere Vinciguerra che cavalca l’onda, affermando addirittura che “tali interventi… sono frutto di un attento confronto tra l’amministrazione, la commissione ed i vertici dell’azienda…”. Insomma la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. Contraddizioni infinite tra la maggioranza creano solo confusione tra la popolazione.Non sappiamo cosa sia vero e cosa non lo sia. Non sappiamo cosa sia successo veramente e cosa accadrà. L’evidenza mostra che per il dottor Vinciguerra è finito il tempo degli scioperi della fame, delle occupazioni della sala consiliare, della raccolta firme, dei balli e dei canti in piazza, delle frasi spot e dei cavalieri senza macchia e senza paura. Oggi, a fronte di medici che vanno via e di reparti che piombano nella più totale crisi organizzativa, tutto tace. Che fine ha fatto l’amore per il presidio ospedaliero tanto sbandierato dal dottor Vinciguerra? Che fine ha fatto “la resistenza” ed “il combattimento” così caratterizzanti in passato lo spirito dell’attuale presidente della commissione sanità? Ed il sindaco… chi l’ha visto? Avvolta da incertezza politica, spettatrice di un palcoscenico che non funziona e dove ognuno continua a recitare una parte troppe volte sbagliata, Sora continua terribilmente a soffrire! Alessandro Andrelli Foto facebook
