Morte di Teresa Carinci, chiuse le indagini preliminari. Una dottoressa che faceva parte dell’equipe medica che aveva operato la donna rischia il rinvio a giudizio per omicidio colposo.
Il consulente della procura dottoressa Maria Viglialoro ha depositato la sua perizia dalla quale sarebbe emersa negligenza, imprudenza ed imperizia da parte della dottoressa che avrebbe provocato la lacerazione dell’utero, causando la morte della paziente. I familiari della vittima di questo presunto caso di malasanità chiedono giustizia e si sono affidati agli avvocati Vittorio e Antonio Perlini per essere rappresentati nelle opportune sedi. Alfonso Toti, marito di Teresa Carinci non ha mai creduto al guasto meccanico come sostenuto dal difensore dell’indagata. Tanto più che non risulterebbe alcun nesso tra il decesso della paziente ed il resettore uniculare, il macchinario utilizzato in sala operatoria e sottoposto a sequestro per essere esaminato. La morte di Teresa Carinci , 60 anni residente a Ceccano, risale all’estate scorsa, quando la donna, madre di due figli, dopo aver scoperto alcuni polipi all’utero aveva deciso di recarsi presso l’ospedale <F.Spaziani> per sottoporsi all’intervento chirurgico. Avendo già prenotato per le vacanze voleva togliersi il pensiero prima di partire. Ma Teresa Carinci da quella sala operatoria ne uscirà cadavere. I medici parlarono di shock emorragico, una complicazione sopraggiunta nel corso dell’operazione. I familiari presentarono denuncia alla procura perchè a loro dire qualcosa, in quella sala operatoria, non era andata per il verso giusto. Ieri mattina la conclusione delle indagini preliminari che avrebbero portato ad un unico indagato per omicidio colposo. Il marito ed i figli distrutti dal dolore per la perdita della loro cara vogliono soltanto che sia fatta giustizia. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi. . Marina Mingarelli
