Frosinone – Appello di Frosinone 2020 ai candidati sindaco: “Ambiente al primo posto”

Irene Mizzoni
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L’associazione Frosinone 2020 chiede ai candidati sindaco e consiglieri di sostenere fortemente il criterio della tutela dell’ambiente come elemento importante e prioritario nella scelta delle premialità per la reindustrializzazione ed ha invitato la Regione e Provincia di Frosinone, e i sindaci dei 46 comuni dell’area interessata a richiedere la tutela dell’ambiente come criterio principale.

<Gran parte dell’inquinamento ambientale – scrive il presidente dell’associazione Frosinone 2020 Raoul Parlanti – è dovuto alla cattiva gestione delle industrie e alla assoluta inadeguatezza dei controlli. Credo di poter assumere che nella nostra provincia ci sia incapacità di gestione in campo di sicurezza industriale. Se ne deduce che, se niente viene deciso per cambiare il management delle aziende, la formazione tecnica dei dipendenti, le lavorazioni e il prodotto, la qualità dei controlli e la professionalità dei controllori, ogni nuova azienda diventa una nuova fonte di rischio grave di inquinamento. Non so chi sia stato nominato dalla Provincia per rappresentare le esigenze del nostro territorio in seno al gruppo di lavoro, ma penso che, chiunque sia, politico o esperto in sicurezza industriale (?), necessiti di confronti e suggerimenti da parte del territorio per svolgere al meglio un compito così variegato e difficile. Credo che le università a noi vicine (Cassino e Tor Vergata di Roma) dovrebbero essere coinvolte per studiare il problema e per formare persone esperte in tutte quelle professionalità che prima ho citato nelle particolari specificità che esse assumono nei nostri territori. Penso in particolare al progetto “Terza Missione” dell’Università di Tor Vergata che ha proprio questo compito e che l’associazione Frosinone 2020 sta cercando di far avviare. E’ evidente che Frosinone 2020 non intende entrare in un dibattito tecnico sull’argomento, ma un suggerimento politico ai candidati sindaco, uno dei quali rappresenterà e dovrà difendere dai rischi ambientali la nostra città, ai sindaci della valle del Sacco e agli amministratori della Provincia, riteniamo di doverlo dare. L’inquinamento non è solo un nostro problema, è il tema che richiederà maggiori investimenti, studi e prodotti nel prossimo futuro. Negli anni del boom economico italiano la costruzione di un enorme numero di case portò ricchezza perché le case servivano alla gente e portavano benessere, oggi il benessere può essere portato da sistemi di abbattimento degli inquinanti e ogni azienda per prodotti utili allo scopo porterà ricchezza, lavoro sicuro ed esportazione. La green economy è in crescita in tutta Europa, per fortuna, molto di più in Italia. Le start up si sviluppano soprattutto in quel versante. Sarà difficile lottare contro una fabbrica inquinante una volta che essa fosse stata costruita e fosse in funzione (Ilva docet). Bisogna tracciare una strada su cui muoversi per non trovarsi nei guai: è questo che significano le parole riconversione, riqualificazione e rilancio. Forse la buona politica ricomincia dalla semiologia! Si è svolta poi a Frosinone la prima riunione del gruppo di lavoro suddetto (presenti la Direzione regionale per lo sviluppo economico e le attività produttive, Invitalia e le parti sociali, datoriali e sindacali) e i parametri individuati per scegliere le imprese da favorire sono stati: massima occupazione e PMI. Come dire tante piccole ILVA andrebbero bene. Se poi c’è qualcuno che sostiene che, per quanto riguarda il problema inquinamento, basta attenersi al rispetto delle leggi, lo invitiamo a scegliere se iscriversi al partito degli ingenui o a quello della malafede. Se ritenete che il governo di questa città si debba occupare di vivibilità, di salute, di strategie di lunga durata occupazionale, intercettando il futuro invece che il successo elettorale delle prossime scadenze politiche, vi invitiamo a prendere posizione su questo argomento e a far sentire la voce di chi convive, senza spiragli risolutivi, col problema delle polveri sottili e del veleno che, passando per l’acqua dei fiumi e dei pozzi, per il suolo, i prodotti della terra, è arrivato ai capezzoli delle mamme che allattano i loro (i nostri ) figli. Nel fare questo invito accogliamo positivamente l’esortazione del vicepresidente della Provincia Andrea D’amata agli stake holders del territorio a pronunciarsi sui criteri di scelta>.  
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