Anagni – Un successo il Festival dello Street Food e Artigianato? E gli anagnini stanno a guardare!

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) E’ terminata una festa, il Festival dello Street Food e dell’Artigianato, un evento che ha lasciato ad Anagni sicuramente tanto ed è stato un ottimo biglietto da visita su tutto il territorio che circonda la bellissima città dei papi.

Secondo una stima effettuata dall’esperto organizzatore della manifestazione, la Omniart, circa 20 mila persone hanno varcato le porte situate nei punti più strategici del borgo medievale.  Turisti arrivati  per gustare il cibo cucinato dai preparati  e professionisti cuochi e curiosare tra le bancarelle con esposte tutto il materiale artigianale proposto nella tre giorni in terra anagnina.  E’ stata lungimirante l’amministrazione comunale nel volere allestire nel centro storico un evento che potesse richiamare un così considerevole numero di turisti. Mai nessun evento organizzato negli ultimi decenni ha portato così tanti visitatori. Eppure tutta la manifestazione è stata avvolta in una continua critica poco costruttiva.  E’ stato organizzato un Festival con il cibo da strada, 20 mila presenze, il 95% venuto da fuori Anagni, una grande occasione per la città di farsi conoscere ovunque. Il cibo inutile a dirlo richiama gente e se poi hai da offrire oltre che apprezzabili momenti conviviali , anche un tesoro culturale quale è la città di Anagni, il successo è ipotecato.  Purtroppo sono accadute situazioni  poco piacevoli: il fatto di aver scomodato addirittura le istituzioni in Provincia, perché è stato organizzato un concerto nei pressi del Monumento ai Caduti: “Disonore ai nostri patrioti!”. Mi piace ricordare che nei pressi dello stesso Monumento si organizza  da sempre  il famosissimo martedì  grasso, chiamato Carnevale e tantissime altre manifestazioni. Nella giornata della Festa della Liberazione, con tanto di corona deposta sotto il sempre solito Monumento, quei cittadini che hanno gridato al disonore non erano lì a rendere onore ai patrioti. Magari dopo aver scomodato il Questore potevano stare lì, davanti al Monumento a recitare una preghiera per i Caduti. In piazza Cavour qualcuno si è lamentato a gran voce del rumore dei generatori di corrente, credo che sopportare per due giornate e mezzo un rumore che “offre” dà vivere a tanta gente non sia così insopportabile. L’economia locale ha giovato di questo evento, il centro storico è stato invaso  di gente e le attività commerciali hanno lavorato tutte. Non bisogna dimenticare che il format proposto dall’associazione Omniart consiste in  una carovana, composta da furgoni e apette che si muove in blocco per  tutta l’Italia, chiedendo zero contributi ai Comuni. Loro sono strutturati così.  Ovviamente per le attività locali ci saranno altre manifestazioni, a malincuore di chi non sopporta il rumore dei gruppi elettrogeni e magari con la collaborazione di chi auspica per il centro una manifestazione del genere, senza inquinare i siti storici. Mi piace sempre ricordare che gli stessi siti storici sono frequentati ogni settimana da tanti automezzi, in quanto meta del mercato settimanale. Certo nel prossimo fine settimana, nel centro storico, il rumore dei gruppi elettrogeni, dei furgoncini, delle migliaia di persone, dei tanti artisti che si sono esibiti  nelle svariate attività di animazione senza riuscire a strappare neanche un timido applauso, verrà sostituito dall’abituale  silenzio assordante dei fantasmi medievali; vivremo tutti più sereni e contenti nel stare adagiati  nella classica noia che avvolge la città. Anna Ammanniti      
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