(di Andrea Tagliaferri) Il momento più toccante e inatteso è arrivato a fine processione storica, quando un testo in prosa, che faceva il parallelo tra la morte di Gesù e quella del povero Emanuele, ha emozionato i presenti.
Forse è stata la scelta giusta quella della pro-loco di Alatri di non svelare questo colpo di scena e non darlo in pasto ai mass media, perché ne avrebbe perso di significato e intensità. Solo chi era presente alla conclusione della processione storica per la rievocazione della passione di Cristo, infatti, ha potuto ascoltare le bellissime parole scritte da Alessandro Cola, autore, attore e collaboratore nella regia dell’evento, che facevano un parallelismo tra la morte di Gesù e quella di Emanuele Morganti, tutto con molto tatto anche se con parole forti e cariche di emozioni. La passione di Cristo, il venerdì, la sofferenza, i “Pilato” che si sono lavati le mani, i “Giuda” che hanno tradito, c’era davvero tutto. Tra l’altro di questa cosa, come tutto il resto, pare fossero a conoscenza anche persone direttamente colpite dalla tragedia di quel maledetto venerdì in centro ad Alatri. Inutile sottolineare che molti fattori hanno contribuito nei giorni scorsi ad alimentare polemiche che covavano da settimane, in particolare tra alcuni residenti di Tecchiena e altri del Centro di Alatri ma per fortuna la maggioranza delle persone ha capito, ha messo davanti a tutto la volontà di pregare, di rispettare la famiglia, e le cose sono andate per il meglio. Intanto la veglia di preghiera inizialmente organizzata nella Chiesa di Tecchiena Castello è stata annullata poco prima di cena, motivi organizzativi ma, soprattutto, “..la volontà di non alimentare scontri e inimicizie in una giornata dedicata al dolore e alla preghiera- ci ha raccontato uno degli organizzatori Gianni Padovani– ha fatto sì che prendessimo questa decisione perché a causa di alcune dichiarazioni istintive e fuori luogo questa nostra voglia di raccoglimento era quasi diventata una contro manifestazione, cosa che più assurda non poteva essere. Siamo colpiti e sono colpito personalmente nell’intimo per la cattiveria uscita e spero che questo gesto riporti tutto nella giusta dimensione”. La città di Alatri, tra l’altro, ha dimostrato di essere davvero in lutto, è bastato vedere che le persone accorse per la processione, che è il giorno più caotico dell’anno assieme a quello del Santo Patrono, erano almeno la metà. Poi la compostezza, l’assenza di bancarelle, di musica, hanno fatto il resto. Quello che era più evidente, però, era l’espressione delle persone che stentavano quasi a sorridere, con dei momenti di silenzio così strani per una giornata del genere che lo si ricorderà per anni. Durante la rievocazione, tra l’altro, sono state soppresse le scene più cruente, per rispetto al momento drammatico vissuto da nemmeno un mese e anche per il Santo Patrono San Sisto e la sua processione, ci saranno cambiamenti già annunciati dagli Acclamatores che non urleranno il tipico “Evviva San Sisto”. Insomma più che le parole, stavolta, hanno contato i fatti e speriamo che sia così anche in seguito. Andrea Tagliaferri
