Ferentino – Buoni fruttiferi trentennali e contenziosi legali

Aldo Affinati
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Il caos dei buoni fruttiferi trentennali ha investito anche risparmiatori ciociari e di Ferentino. Parliamo dei buoni postali emessi dal ’74 in poi con rendimenti record, titoli che sarebbero stati dimezzati per via di una nuova legge. All’epoca era garantito fino al 16% l’anno, ma un decreto dimezzò questa quota. Ne sono nati contenziosi legali e oggi alcuni tribunali danno ragione agli investitori.

L’avvocato ferentinate Filomena Zaccardi, che si sta occupando di alcuni dei casi in questione, spiega: «Poste italiane vuole dimezzare i rendimenti». Sta di fatto che alcuni investitori ciociari, patrocinati appunto dall’avvocato Zaccardi, sono stati costretti ad adire l’Autorità giudiziaria per vedere riconosciuti i propri diritti. Così anche il Tribunale di Frosinone, come altri uffici giudiziari di tutta Italia, hanno ingiunto a Poste Italiane di pagare le somme calcolate secondo le precise condizioni apposte a tergo dei titoli. In particolare negli anni 80 tanti piccoli investitori sottoscrissero i buoni postali fruttiferi con scadenza trentennale. Così è accaduto anche per molti risparmiatori ciociari, ferentinati compresi, che investirono nei buoni serie N, O e P i quali garantivano, secondo le condizioni stampate sul retro, un rendimento davvero vantaggioso alla scadenza trentennale: almeno 25 volte la somma investita. Oggi, però, alla scadenza dei buoni, come rilevato dal legale Filomena Zaccardi: «Poste italiane prospetta ai risparmiatori liquidazioni di gran lunga inferiori, addirittura la metà». E così da una parte i risparmiatori, che pretendono legittimamente gli alti rendimenti riportati sul retro dei vecchi buoni fruttiferi. Dall’altra le poste e la Cassa depositi e prestiti, che sarebbero disposti a liquidare solo la metà dell’importo. La disputa riguarderebbe diverse migliaia di buoni fruttiferi delle serie M, N, O e P emessi fra il 1974 e il 1986 (foto repertorio web). Aldo Affinati
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