La girandola degli assessori nella Giunta Ottaviani sempre più indigesta, sia dentro la maggioranza che fuori. L’ultima mossa del sindaco, che ha richiamato a due mesi dalle elezioni nel suo esecutivo Massimo Renzi (che era stato assessore fino al 2015), è andata di traverso a qualche elemento della squadra di Ottaviani. In primo luogo a Sergio Crescenzi, fino a un mese fa assessore alla Polizia locale. Aveva dovuto lasciare l’assessorato per via della “staffetta” politica ideata da Ottaviani per tenere insieme il centrodestra, attraverso una machiavellica rotazione (intervallata da 5 mesi di panchina per uno fuori dalla Giunta) di 11 assessori su 9 posti disponibili. Con la rinuncia all’assessorato da parte di Riccardo Mastrangeli un posto si era di nuovo liberato. Ma invece di richiamare Crescenzi, Ottaviani ha attribuito l’assessorato (al Commercio) a Massimo Renzi.
«Non condivido la scelta e non la considero politicamente opportuna. Sono deluso» dice Crescenzi, sottolineando che il suo gruppo consiliare di riferimento, la Lista per Frosinone, ha «anche votato l’ultimo bilancio. Non mi pare ci fosse tutta la maggioranza in quell’occasione». Crescenzi punge poi sulla rappresentanza in Giunta del Polo civico coordinato da Gianfranco Pizzutelli: «Hanno 4 consiglieri e 3 assessori… mi sembra esagerato». Il riferimento è al fatto che il gruppo è composto dai consiglieri Fulvio Bendetti, Igino Guglielmi, Vincenzo Gentile e Valeria Morgia e può contare al momento su tre assessori (Fabio Tagliaferri, Flora Ferazzoli e Massimo Renzi). Mentre la Lista per Frosinone non ha rappresentanze in Giunta nell’ultimo scorcio di consiliatura. La scelta di Ottaviani lascia poi presagire che le due forze su cui il sindaco intende puntare di più per la prossima campagna elettorale sono proprio il Polo civico e Forza Italia. Oltre ad Alternativa popolare (con i due ex Pd Andrea Turriziani e Antonello Galassi, oltre al duo Trina-Zaccheddu). Sull’ultimo cambio in Giunta arriva dall’opposizione un attacco di Angelo Pizzutelli (Pd): «Stiamo perdendo il conto per questa girandola, pantomima ridicola, di assessori. Renzi si era dimesso (oppure era stato indotto a farlo?) tre anni fa adducendo motivi di lavoro incompatibili con l’attività da assessore. Ci risulta che lo stesso assessore continui certamente a lavorare. Si tratta, pertanto, di un ennesimo contentino dato per serrare le fila in vista del voto». Alessandro Redirossi
